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Letizia Moratti: "Libertà di scelta tra pubblico e privato è nel nostro dna"

La vicepresidente di Regione Lombardia e assessore al Welfare ha risposto a domande e sollecitazioni di manager e imprenditori della sanità, garantendo l’impegno della Regione per una maggiore collaborazione.

Letizia Moratti: "Libertà di scelta tra pubblico e privato è nel nostro dna"
Politica 15 Settembre 2022 ore 12:48

Collaborazione tra pubblico e privato, aumento dei costi, digitalizzazione e carenza del personale sono stati i principali temi oggetto di confronto tra manager e imprenditori della sanità e l’assessore regionale al Welfare Letizia Moratti. Un’occasione organizzata dal nostro gruppo editoriale Netweek presso il ristorante Cascina La Salette di Verderio (Lc).

Letizia Moratti: "Libertà di scelta è nel nostro dna"

Si è partiti subito sulla collaborazione tra sistema sanitario pubblico e strutture private, con le domande del direttore editoriale Netweek, Giancarlo Ferrario, di Alberto Pedretti, Ceo di Clinica San Martino di Malgrate, e Pietro Iudici, titolare Respiro Salute di Lissone: "Credo che nel dna di Regione Lombardia sia connaturata la libertà di scelta, non solo nella sanità. Il privato accreditato rappresenta già il 40% dell’offerta complessiva", ha ricordato la vicepresidente Moratti, riportando un piccolo esempio: "Il Governo aveva presentato un provvedimento per l’adeguamento delle tariffe, penalizzando Regione Lombardia e soprattutto la sanità privata accreditata, così ho dichiarato che non avrei votato questo provvedimento e per fortuna quasi tutti gli assessori regionali hanno sostenuto la revisione del provvedimento".

Sul tema dell’inflazione e sulle conseguenze dell’aumento dei costi sulla sanità, e quindi sui cittadini, sono intervenuti Marco Canzi, presidente di Acsm-Agam e consulente di Cab Polidiagnostico, Elio Gheza, presidente Evolve e Mieci, e Paolo Gobbi Frattini, Ceo Haemopharm Healthcare. "Per far fronte all’aumento dei costi - ha spiegato l’assessore regionale -, abbiamo varato un piano di efficientamento energetico nelle strutture sanitarie, per ridurre consumi ed emissioni di inquinanti, risparmiando fondi da poter reinvestire nella sanità. Inoltre, il rincaro delle materie prime sta rallentando i cantieri avviati grazie ad investimenti fermi da anni e che siamo riusciti a sbloccare". Sui costi dei farmaci Moratti ha rilanciato la questione al governo, che dovrà trovare una soluzione.

Sanità territoriale e carenza dei medici

La sanità territoriale è stata affrontata su diversi livelli. Le case di comunità vengono realizzate anche grazie al Pnrr, ma come garantire la spesa corrente domanda Andrea Buratti, amministratore delegato di Synlab: Letizia Moratti ha chiesto al Governo di accantonare delle risorse del Pnrr per l’utilizzo anche dopo il 2026. Poi, l’assessore ha affermato che Regione Lombardia ha stanziato 800 milioni di euro per la sanità territoriale, anche per il personale - 74 milioni solo quest’anno - perché le case di comunità devono essere popolate da medici e infermieri.

Letizia Moratti riceve dall’Ad di Netweek, Alessio Laurenzano, e dal vice president Sales & Marketing del Gruppo, Riccardo Galione, un dono floreale confezionato da Il Fioraio di Olgiate Molgora, alla fine del pranzo con manager e imprenditori della sanità presso Cascina La Salette di Verderio

Qui si inserisce il tema della carenza di medici e infermieri, ricordata da Luca Foresti, Ceo Centro Medico Santagostino di Milano, e Nicola Spada, direttore generale Fatebenefratelli e presidente Aris Lombardia: "Oltre a diverse borse di studio messe in capo dalla Regione - ha sottolineato l’assessore al Welfare - speriamo che venga superato il concetto del numero chiuso nelle facoltà universitarie". Per capire poi le reali necessità del territorio, per quanto riguarda i medici di medicina generale, Moratti ha ricordato che nel piano socio sanitario viene usato un metodo di stratificazione dei bisogni georeferenziato per singolo comune. "Il contratto dei medici è nazionale, fermo da anni, ma ci siamo impegnati per varare un testo di rinnovo che il ministro Speranza ha concordato con le principali associazioni di categoria, ma il Governo è caduto e l’accordo è fermo". Comunque, "a livello regionale abbiamo sottoscritto un accordo coi sindacati, garantendo ulteriori risorse per i medici che volontariamente andranno nelle zone disagiate del territorio». Per quanto riguarda la carenza di infermieri, «il piano del governo prevede l’assunzione in tre anni di 30.000 nuovi infermieri, alla Lombardia arriverà una quota sufficiente per coprire l’attuale carenza".

E’ stata sottolineata, su sollecitazione di Giovanni Pontiggia, vicepresidente Federazione Lombarda Bcc, l’importanza degli infermieri di famiglia: "Abbiamo elaborato un modello organizzativo per la gestione delle case di comunità. I medici giovani hanno accolto con estremo favore questo tema, vedendolo come un’opportunità: meno problemi amministrativi, infermieri e specialisti a disposizione". Poi, rispondendo a Gianfranco Mattavelli, titolare Emme Esse M.S. di Milano, Letizia Moratti ha ammesso che siamo indietro rispetto all’assistenza domiciliare integrata ma che sono stati fatti investimenti anche in questo campo, oltre che per aumentare i posti nelle Rsa.

Digitalizzazione e ricerca, due fiori all'occhiello

La digitalizzazione riveste un ruolo importante per migliorare i servizi, come hanno sottolineato Luca Laroni, manager di Vodafone, e Paolo Favini, direttore generale Asst Lecco. "Dobbiamo puntare verso una digital health - conferma l’assessore regionale - Abbiamo avviato iniziative diverse per trovare soluzioni innovative che facilitino la vita dei pazienti e dei medici".

Infine, Letizia Moratti ha parlato di una delle eccellenze della sanità lombarda, gli Irccs: grazie all’intervento di Gianni Caimi, presidente Assolombarda Monza e Brianza, ha festeggiata il via libera alla trasformazione dell'ospedale San Gerardo di Monza in Istituto di Ricerca e Cura a Carattere Scientifico, e rispondendo alla domanda di Paola Panzeri, membro del consiglio di amministrazione dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, ha confermato l’obiettivo perché queste strutture siano sempre più autonome per essere più competitive.

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