Regione

Mozione di sfiducia al presidente Fontana non passa: “Ma i lombardi non perdonano”

Le parole del consigliere regionale Raffaele Straniero.

Mozione di sfiducia al presidente Fontana non passa: “Ma i lombardi non perdonano”
28 Settembre 2020 ore 15:48

Un film già scritto. O forse no. La mozione di sfiducia al presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana – e, di fatto, a tutta la sua Giunta – non ha riservato sorprese: la maggioranza di centrodestra si è stretta compatta attorno al governatore. Ma soprattutto non ha voluto correre il rischio di tornare a elezioni, secondo gli oppositori. Perché? “Teme di non avere ancora la fiducia del suo elettorato storico, dei lombardi, di quelle vallate abbandonate a se stesse durante l’emergenza Covid”, sintetizza Raffaele Straniero, consigliere regionale del Pd, che assieme ai colleghi degli altri gruppi di minoranza, esclusa la rappresentante di Italia Viva, ha sottoscritto la mozione.

I lombardi non perdonano

“Prima di tutto si sono autoassolti, convinti di aver fatto tutto bene – prosegue Straniero –. Ma il giudizio dei lombardi su di loro è cambiato profondamente. A Fontana e alla sua Giunta regionale i cittadini non perdonano l’arroganza, l’aver detto che non avevano sbagliato nulla e che dormivano sonni tranquilli. Per mesi abbiamo chiesto un cambio di rotta, dalle scelte sulle case di riposo al tracciamento con test e tamponi dei contatti di chi aveva contratto il virus. Lo abbiamo fatto prima con tono collaborativo e istituzionale e quando abbiamo trovato le porte chiuse abbiamo battuto i pugni, ma nel frattempo le cose sono andate come sappiamo”. Ecco perché, dice il dem, “la sfiducia da parte nostra era dovuta, anche se sapevamo in partenza che la mozione non sarebbe passata perché Lega e alleati sono in netta maggioranza in Regione. Ma non sarà l’autoassoluzione del centrodestra a restituire a questa amministrazione regionale autorevolezza e fiducia”.  Per il Pd, dunque, “per quanto la legislatura regionale possa trascinarsi, nei fatti è già finita”.

Disagi

Primi grossi disagi sui mezzi di trasporto, in particolare sui treni. “A Lecco le difficoltà si sono manifestate in modo macroscopico, con studenti che sono arrivati a casa con 2 o 3 ore di ritardo o con episodi come quello del treno sovraffollato alla stazione di Molteno che ha costretto i carabinieri a intervenire – fa notare Raffaele Straniero, consigliere regionale del Pd –. Per questo ritengo necessario un intervento immediato e urgente dell’assessore regionale ai Trasporti Claudia Terzi su Trenord, affinché vengano assicurati i convogli necessari per salvaguardare la sicurezza dei viaggiatori”. Anche sulle alternative Straniero vorrebbe più attenzione: “Ora sono stati previsti dei bus di rinforzo, ma occorre vigilare per valutare con precisione le necessità dell’utenza. Di sicuro ci vogliono più convogli e bisogna considerare il loro stato di manutenzione: se Trenord fa circolare materiale rotabile in pessime condizioni, poi i disagi si creano lo stesso e guasti e ritardi tornano all’ordine del giorno. No a soluzioni raffazzonate”.

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