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Il caso

Olimpiadi 2026, è scontro tra Pd e maggioranza in Regione

Pizzul: "Qualcuno sta ciurlando nel manico"

Olimpiadi 2026, è scontro tra Pd e maggioranza in Regione
Politica Sondrio, 09 Giugno 2021 ore 07:43

Regione Lombardia non ha ancora deliberato l’intesa sullo schema di statuto della società Infrastrutture Milano Cortina 2020-2026 S.p.A., bloccando di fatto la realizzazione delle opere di collegamento per i siti delle Olimpiadi invernali per i quali il Governo precedente ha stanziato un miliardo di euro. A differenza di quanto già fatto dalla Regione Veneto, la giunta regionale della Lombardia attende che il ministero, ora rappresentato per le infrastrutture olimpiche dal sottosegretario leghista Alessandro Morelli, invii un testo definitivo di statuto creando, nei fatti, uno stallo che blocca tutto.

È quanto emerso ieri, martedì 8 giugno 2021, in Consiglio regionale, durante la discussione di una mozione presentata dal capogruppo del Pd Fabio Pizzul che chiedeva alla giunta regionale di approvare la delibera di intesa e dare così il via libera alla costituzione della società che dovrà realizzare le infrastrutture. La mozione è stata respinta con i voti contrari della maggioranza a guida leghista.

Olimpiadi, Pizzul: "Qualcuno sta ciurlando nel manico"

Spiega il consigliere del Pd Fabio Pizzul:

"Qualcuno sta ciurlando nel manico e non va ben. Quel che è certo è che, a differenza del Veneto, la Lombardia non ha deliberato il proprio accordo allo schema di statuto della società e dà la responsabilità al Governo. Ma quella responsabilità è del leghista Alessandro Morelli, che dovrebbe fare tutto il possibile per avviare la realizzazione delle infrastrutture, ivi compreso fornire ciò che la Regione Lombardia dichiara di attendere per fornire la propria intesa. L’impressione è che si parlino lingue diverse e che questo stia creando ritardi difficilmente comprensibili. A noi non importa la polemica, ci preme, invece, che si possa immediatamente procedere a far nascere questa società, che si realizzino le opere nell’interesse di tutti i lombardi e tutti gli italiani, senza perdere ulteriore tempo prezioso. E questo non sta avvenendo".

E conclude:

"“Il rischio è, come ho detto in aula, che si avveri il proverbio lombardo che recita “L’è tua l’è mia l’è morta a l’umbria”, che indica come le cose finiscano nel nulla quando non se ne occupa nessuno”.

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