Parolo: “Il referendum è necessario”

"Chiediamo più competenze da 10 anni senza risultati"

Parolo: “Il referendum è necessario”
20 Ottobre 2017 ore 05:24

“Il referendum è necessario”. Il sottosegretario regionale Ugo Parolo non ha dubbi sulla necessità di indire la consultazione.

“Il referendum è necessario, aspettiamo risposte da 10 anni”

L’esponente della Lega era a Sondrio giovedì per presentare le modalità di voto. Che si svolgeranno in modo elettronico. E non ha perso l’occasione per riproporre i temi della consultazione e i motivi che lo spingono a invitare i cittadini a prendervi parte. “Qualcuno dice che questo referendum non era necessario”, ha esordito. Il riferimento è al Pd e ai partiti della sinistra che hanno invitato all’astensione. Motivandola con il fatto che la legge consente già alle Regioni di trattare con lo Stato la concessione di maggiori competenze.  “Voglio ricordare che dieci anni fa la Regione chiese di attuare la procedura prevista dalla Costutuzione – ha affermato – Ma non si è mai dato corso a questa richiesta”.

Il caso dell’Emilia Romagna

Parolo ha aggiunto: “Anche altri hanno seguito la strada che Regione Lombardia ha imboccato dieci anni fa. Ma anche loro senza risultato. E’ vero: l’Emilia lo sta facendo senza referendum. Ma se il risultato è la dichiarazione d’intenti che è stata resa nota ieri sono convinto che abbiamo fatto bene a indire il referendum”.

“Per noi è una grande occasione”

Il sottosegretario precisa: “Speriamo che i lombardi possano capire che è l’occasione per avviare un percorso che non termina con il voto. Ma che inizia il 23 ottobre. Sarebbe una presa in giro dire che avremo subito l’autonomia o che diventeremo una Regione statuto speciale. E questo anche se andasse a votare l’80% degli elettori. Quella che abbiamo oggi è una grande occasione”.

Lombardia speciale senza costi per lo Stato

“La Lombardia è speciale. E vorremmo che questa specialità fosse riconosciuta nei fatti. Come? Trattenendo una quota maggiore dei 55 miliardi oggi prelevati ai lombardi e che vanno ad altre Regioni. Non sottrarremo soldi ad altri, ma nel momento in cui avremo autonomia di risorse il pil lombardo potrebbe crescere. E quindi le tasse, che finiscono per il 90% allo Stato, andrebbero a ripagare il gap. Se c’è crescita crescono anche le tasse. E’ un po’ come per gli incentivi fiscali alle ristrutturazioni. Più cittadini fanno i lavori, hanno il loro ritorno economico e nel contempo cresce  anche l’economia. E si pagano più tasse. Così lo Stato ha fatto questa operazione a costo zero”.

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