Referendum per l’autonomia: “Un dovere andare a votare”

L'incontro a Talamona

Referendum per l’autonomia: “Un dovere andare a votare”
30 Settembre 2017 ore 18:25

L’autonomia è una strada che è partita e non si fermerà più, il tema ha una valenza politica sostanziale oggi e in prospettiva futura, non è il referendum di nessuno in particolare ma di tutti i lombardi. Questo, in sintesi, ha ascoltato il folto pubblico, tra amministratori pubblici e semplici cittadini, che ieri ha partecipato all’incontro sul referendum per l’autonomia della Lombardia del 22 ottobre organizzato a Talamona, nell’auditorium, dalla Comunità Montana di Morbegno.

Un appello al voto

Un appello al voto basato su cifre e dati di fatto che è diventato accorato nelle parole di Umberto Bossi, giunto a sorpresa in Valtellina: “Mettetevi una mano sulla coscienza e andate a votare, le circostanze lo impongono”, ha detto il leader politico che, per primo, trent’anni fa, ha parlato di federalismo, richiamando la crisi e i rischi legati alla deindustrializzazione. “Servono soldi per arrestare questo processo – ha continuato – e con l’autonomia li avremo”.

Questioni di soldi

Quanti soldi lo ha precisato poco dopo il presidente dell’ente comprensoriale Christian Borromini: 27 miliardi di euro, la metà di quanto la Lombardia oggi versa allo Stato, per Talamona, citato ad esempio, 13 milioni di euro all’anno. Un dato che ha fatto sognare molti degli amministratori presenti che poco prima, nell’intervento di Alessandro Cian, una doppia delega al Bilancio, in Comune e in Comunità Montana, avevano visto scorrere sullo schermo i numeri che riassumevano i tagli nei trasferimenti statali: oltre due milioni di euro in dieci anni per Talamona. Due milioni di motivi che hanno fatto dire all’assessore Cian: «Il referendum non è un capriccio ma un’esigenza concreta».

Votare al referendum per l’autonomia è un dovere

Nessun dubbio da fugare, ancor di più dopo il richiamo del sottosegretario regionale Ugo Parolo alla situazione delle regioni autonome che spendono meglio i loro soldi. «Andare a votare è un dovere – ha detto – se perdiamo questa occasione non potremo più lamentarci. L’autonomia è un percorso e comincia con questo referendum che consentirà al governatore Maroni di andare a trattare a Roma».

Non si è speso troppo

Ha concluso l’incontro l’assessore Gianni Fava, nelle vesti di referente della Giunta regionale per il referendum, che ha risposto una ad una alle critiche degli scettici: “non è vero che si è speso troppo perché si tratta di un investimento e i tablet rimarranno alle scuole; il referendum non è di una parte politica ma di tutti”. La Lombardia chiederà le 23 competenze in capo allo Stato con le relative risorse.

Rivedere il patto con lo Stato

“Va rivisto il patto con lo Stato – ha sottolineato – ma deve avvenire attraverso la volontà popolare, non ci sono altri modi per ottenere più risorse, nessuno ci è mai riuscito. Chi non vota – ha concluso – è complice di chi ruba. Questo è l’ultimo appello. Uno strumento civile e democratico nelle mani degli elettori che va sfruttato. La partita non è sull’esito, che è scontato, ma sull’affluenza per dare forza alla richiesta di Maroni».

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