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Sondrio: polemica durante il Consiglio Comunale, il gruppo PD lascia la seduta

"Perchè il sindaco non risponde e prende tempo dopo essere stato interpellato riguardo alla richiesta di dati covid a Regione Lombardia?"

Sondrio: polemica durante il Consiglio Comunale, il gruppo PD lascia la seduta
Politica Sondrio, 30 Gennaio 2021 ore 21:32

I Sindaci di Bergamo, Milano, Brescia, Lecco, Varese, Cremona e Mantova e molti altri primi cittadini lombardi hanno inoltrato a Regione Lombardia una richiesta per conoscere i dati sulla pandemia trasmessi a partire dal 12 ottobre 2020 all’Istituto Superiore di Sanità. Dati che, come è noto, hanno determinato le “colorazioni” e le conseguenti restrizioni alle attività nella regione.

Richiesta al Sindaco

Il Gruppo Consiliare del PD ha chiesto al Sindaco di Sondrio se fosse intenzionato a fare lo stesso. - Scrivono in una nota diffusa oggi i consiglieri di minoranza Stefano Angelinis, Marina Cotelli, Francesco Bettinelli, Michele Iannotti e Alberto Maspero - E l’ha chiesto depositando una interrogazione urgente tre giorni prima del consiglio comunale, il cui contenuto era di pubblico dominio perché riportato anche dai giornali.

Dichiarata ammissibile la questione, il Sindaco, nel corso del consiglio comunale del 29 gennaio 2021, ha però scelto di prendere tempo e di non rispondere nell’immediato, riservandosi una futura risposta scritta.

Sconcertati

La scelta ci ha sconcertato. - Commentano i consiglieri - La domanda, molto semplice e già nota da giorni era: anche Sondrio chiederà chiarimenti alla Regione su quello che è successo, e chiederà che i dati di contagio siano pubblici e trasparenti? Una domanda che, come ben si può comprendere, poteva avere una risposta positiva o una risposta negativa. Ma che, certamente, non necessitava di ulteriori approfondimenti. Né il Sindaco, come ha implicitamente fatto, appellandosi all’art. 30, comma 6 del Regolamento Comunale per il funzionamento del consiglio, può ragionevolmente sostenere di non essere stato in possesso “degli elementi necessari” per formulare una risposta immediata. Circostanza che, sola, può consentire di non rispondere subito al consiglio, ma di trasmettere una risposta scritta entro cinque giorni dalla presentazione dell’interrogazione.

Uso improprio

L’uso improprio della norma regolamentare, nel caso di specie, ha infranto i principi di leale e franca collaborazione, sia pure su opposte posizioni, che dovrebbero ispirare i rapporti tra Sindaco e consiglio. - Concludono - Per questa ragione, considerata altresì la fretta inusitata con la quale il Presidente del Consiglio ha voluto passare al successivo argomento all’ordine del giorno, abbiamo deciso di abbandonare la seduta. Invero, il malcelato tentennamento del primo cittadino, che prende tempo in attesa di non si sa bene che cosa, sembra piuttosto nascondere la necessità di interfacciarsi con i propri referenti politici, che non si trovano a Sondrio. Ma, così facendo, e rinunciando a riferire pubblicamente al consiglio, a voce, il proprio pensiero su una questione che attiene la vita dei cittadini e che ha avuto conseguenze così importanti, specialmente sul commercio, il Sindaco ha segnato una brutta pagina, minando la propria credibilità come interlocutore.

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