Tirano, l’appello di Pini per il sì al referendum

"E' l'unica strada possibile"

Tirano, l’appello di Pini per il sì al referendum
18 Ottobre 2017 ore 09:29

Presa di posizione del presidente della Cm

Tirano, l’appello di Pini per il sì al referendum

Il presidente della Comunità montana di Tirano Gianantonio Pini lancia un forte appello per il sì al referendum sull’autonomia di domenica. “27 miliardi di euro sono i soldi che ogni anno Regione Lombardia versa allo Stato; equivalgono a 2700 euro di reddito pro capite che ogni lombardo versa allo Stato, e non sappiamo dove vanno a finire. Bisogna davvero andare a votare perchè questa può essere l’unica strada democratica per cercare di risolvere i problemi delle regioni che devono essere il più possibile autonome e autogestite e senza più tagli da parte dello Stato. Questo è un test importante sia per noi cittadini che per la politica regionale, se sapremo gestire bene le nostre risorse l’autonomia che cerchiamo creerà un circuito virtuoso dove i cittadini lombardi e veneti potranno crearsi il loro futuro”.

L’analisi

Pini rincara poi la dose: “Si continua a ripetere che l’Italia sta ripartendo ma non è vero, penso che andando a votare sì al referendum eviteremo sul nascere anche una possibile rivolta. Purtroppo in Italia per cambiare le cose occorre una guerra civile, visto che la classe politica pensa soltanto alla propria poltrona. Suggerisco perciò a tutti di non farsi ingannare da quei partiti che dicono di astenersi perchè la consultazione non serve a nulla. Si tratta di un giochetto politico per mettere in difficoltà i lombardi e cercare di concentrare ancora tutto a Roma, compresi i soldi delle nostre acque. Questo referendum serve a dare più forza alla Regione per poter trattare con Roma ad armi pari”.

Il voto

“All’indomani del voto sarà compito della classe politica lombarda far sì che questo voto non cada nel nulla e si tramuti in cose concrete. In caso contrario saremo delusi un’altra volta dalla classe politica e imprenditori e giovani si troveranno sempre più costretti ad andare all’estero per trovare sbocchi lavorativi. Dico di più: il referendum dovrebbe essere esteso a tutte le regioni, in modo da poter dare il via ad una vera autogestione regionale. Io sottolineo queste cose perchè faccio politica per i cittadini, non per le mie tasche”. Infine la chiosa di Pini: “Questo referendum è anche il primo che si svolge con votazione elettronica e tutti i tablet utilizzati saranno lasciati alle scuole. Un altro segnale di presenza regionale dove lo Stato non esiste. Occorre andare a votare e votare sì, per noi e per il futuro dei nostri figli”.

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