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Il caso

Scuola in presenza, il caos per capire chi può e chi non può

Le regole che continuano a cambiare stanno mettendo in difficoltà insegnanti, alunni e famiglie.

Scuola in presenza, il caos per capire chi può e chi non può
Scuola Sondrio, 09 Marzo 2021 ore 15:56

E’ caos sulle regole per la didattica in presenza a scuola. Una vicenda che in Valle si trascina ormai da diversi giorni dopo che da venerdì la Lombardia è entrata in Zona arancione rafforzato con la didattica a distanza al 100% applicata per tutti, dalle materne alle superiori.

Scuola, giornate di caos

Per insegnanti, dirigenti scolastici, alunni, studenti (e per le loro famiglie) è stato un continuo susseguirsi di notizie e smentite. Inizialmente, infatti, era stata stabilita la regola che prevedeva la didattica in presenza per gli studenti che hanno bisogno di utilizzare i laboratori, per quelli con disabilità e con bisogni educativi speciali. Nella lista erano stati poi inseriti gli alunni figli di persone che esercitano professioni ritenute indispensabili, come, ad esempio, medici, infermieri, operatori sanitari, ma anche gli appartenenti alle forze dell’ordine.

Su queste basi da venerdì 5 marzo 2021, le scuole della nostra provincia, così come quelle di tutta la Lombardia, avevano organizzato l’attività. Non senza problemi visto che ieri è scattata nella nostra regione la campagna vaccinale per il personale scolastico. Quella che in provincia di Sondrio è partita in anticipo, vale a dire già da sabato 6 marzo.

La nota della Regione

Quindi è arrivata la nota della Regione in merito alle deroghe per lo svolgimento di attività didattica in presenza come stabilito dal Governo Nella nota si legge:

“Il Ministero dell’Istruzione, con proprie note, ha precisato che la possibilità di frequentare in presenza è “fatta salva qualora sia necessario l’uso di laboratori o in ragione di mantenere una relazione educativa che realizzi l’effettiva inclusione scolastica degli alunni con disabilità e con bisogni educativi speciali. Queste sono pertanto le uniche deroghe che possono essere previste per svolgere l’attività didattica in presenza”.

Le proteste dei genitori

Un fatto, quello della Dad al 100% e del continuo cambio delle regole, che ha suscitato non poche proteste da parte delle famiglie, soprattutto perché la prima comunicazione, quella relativa alla Zona arancione rafforzato, è arrivata soltanto a mezzogiorno di giovedì 5 marzo e la chiusura è scattata la mattina seguente. Con i problemi facilmente immaginabili di chi, lavorando, si è trovato nella situazione di dover inventare una soluzione per i figli piccoli. Tanto che in un’intervista a Centro Valle il Governatore Attilio Fontana, poche ore dopo aver firmato l’ordinanza, aveva affermato:

“Sono molto dispiaciuto per i disagi che i genitori hanno dovuto affrontare per la chiusura della scuola, ma vorrei che comprendessero che talvolta purtroppo sono i contagi e il virus a dettare i tempi. Attraverso la vicepresidente Letizia Moratti, abbiamo però sollecitato, questa mattina in Conferenza Stato Regioni, il Governo per sbloccare immediatamente i sostegni per le famiglie, come i bonus baby sitting e i congedi parentali”.

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