corsa in montagna

Dopo 4 mesi i vincitori della Edelweiss Run CLASSIFICA

Edizione speciale nelle modalitàper il covid-19.

Dopo 4 mesi i vincitori della Edelweiss Run CLASSIFICA
Sondrio, 12 Ottobre 2020 ore 10:05

Dopo 4 mesi di “battaglie” a distanza sul percorso orobico della Edelweiss Run nella speciale edizione “virtuale” ecco finalmente i responsi cronometrici che hanno sancito i vincitori.

Edelweiss Run

I migliori tempi fatti registrare nelle prove individuali sono quelli di Lucia Moraschinelli, già vincitrice della prima edizione nel 2019 in 1h20’15”, con il crono di 1h24’14”. A livello maschile il più veloce è stato Luca Raschetti, sicuramente grande conoscitore del percorso, in 1h11’59” (l’anno scorso aveva chiuso al 5° posto in 1h8’57”). Tempi inevitabilmente più alti data la mancanza del confronto diretto che solo la gara può dare, ma comunque una buona partecipazione con una 50 di atleti che tra giugno e settembre hanno percorso in autonomia il tracciato di gara tenuto pulito e perfettamente segnato dai volontari dell’organizzazione. Da rimarcare la finalità benefica della manifestazione, voluta in ricordo di Aldo Raschetti, che aveva appunto lo scopo di continuare i progetti avviati lo scorso anno, in particolare le attività della LILT Sondrio.

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Bilancio manifestazione

Si è conclusa il 30 Settembre, dopo 4 mesi di attività, l’edizione 2020 virtuale della EdelweissRUN, 2° memorial Aldo Raschetti. Ad una settimana dalle premiazioni è tempo di bilanci e riflessioni per il gruppo organizzatore. – Commenta il portavoce degli organizzatori Andrea Borromini – Un anno decisamente anomalo anche per gli eventi sportivi. Il clima di incertezza per il calendario sportivo vissuto durante la primavera ci ha spinto fin da subito a trovare una formula alternativa per presentare e realizzare anche quest’anno la EdelweissRUN dopo il debutto del 2019. Parole d’ordine di questa edizione sono state fin da subito: sicurezza, beneficenza e prevenzione. Sicurezza: siamo promotori in primis della prevenzione sanitaria e per questo è stata nostra priorità garantire un’esperienza sportiva nel pieno rispetto delle norme per il contenimento della diffusione del Coronavirus vigenti nel corso dei mesi; su queste inderogabili regole abbiamo costruito la nostra proposta di evento sportivo per poter soprattutto continuare a sostenere la LILT di Sondrio nella sua attività di prevenzione delle patologie oncologiche attraverso l’ambulatorio dedicato dove è presente strumentazione all’avanguardia per la diagnosi precoce di lesioni cutanee. Lo spirito che ci ha mosso e sostenuto era proprio anche di Aldo: determinazione, perseveranza e sguardo sempre teso al prossimo. Così è nata la EdelweissVirtual RUN, nei contenuti in linea con l’anno precedente ma completamente rivoluzionata nella forma: un percorso di trail running di 11 km e 800 m di dislivello che si snoda fra i sentieri e i borghetti del versante orobico fra il comune di Forcola e Colorina; percorso che è stato vissuto da circa 90 atleti che si sono dati battaglia senza limite durante 120 giorni. Per ogni atleta una sfida contro altri concorrenti ma anche e soprattutto contro se stessi lungo i sentieri corsi individualmente, senza limite di ripetizione in qualsiasi momento della giornata per 4 mesi, ignari delle prestazioni dei propri avversari. Un vero e proprio rincorrere la propria best performance durante ogni tentativo. C’è poi chi ha voluto godere della EdelweissRUN semplicemente passeggiando scoprendo angoli del nostro territorio fino ad ora sconosciuti. Un altro centinaio di persone ha acquistato la maglietta Edelweiss creata apposta per quest’anno, portandola con sé in giro per l’Italia e fotografandosi con i nostri colori nei migliori paesaggi del nostro paese.

Pensare fuori dagli schemi

Personalmente credo che da questa EdelweissRUN abbiamo imparato davvero molto: come spesso accade, anche gli eventi più tragici e i più difficili momenti storici possono diventare motore per pensare fuori dagli schemi; credo sia questa la grande genialità del popolo italiano: la capacità di adattarsi, inventarsi ripetutamente per poter continuare a fare del bene sociale. Come noi anche altre associazioni ed enti hanno promosso questa forma di sport e competizione “virtuale”: questo ha permesso che i nostri boschi e i nostri sentieri continuassero ad essere vissuti, curati, valorizzati e riscoperti. Credo che davvero si debba continuare a coltivare questa forma di promozione del territorio nell’ottica di un turismo sportivo accessibile tutto l’anno. Ho sperimentato in tutti coloro che hanno partecipato alla realizzazione di questa edizione una profonda e traboccante voglia di impegnarsi e donarsi per il prossimo, lasciandosi alle spalle lo sconforto e la tristezza per i mesi passati. Questo è stato trasversalmente presente dai volontari che hanno maniacalmente curato il percorso, passando per gli sponsor, per finire con ciascun atleta. Un vero e proprio magistrale lavoro di squadra che ha permesso di ottenere un risultato inaspettato, ma di grande valore sotto tutti i punti di vista. Non posso che ringraziare chi ha speso il proprio tempo lungo i sentieri impegnandosi nella pulizia per garantire agli atleti un’esperienza

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