la critica della Sinistra Italiana di Sondrio

Olimpiadi Milano-Cortina 2026 tra disagi, costi e impatto sul territorio

Tra promesse mancate, opere contestate e territorio sacrificato, la Sinistra Italiana di Sondrio accusa istituzioni e organizzatori di aver privilegiato interessi economici a scapito delle comunità locali.

Olimpiadi Milano-Cortina 2026 tra disagi, costi e impatto sul territorio

A un mese dalla conclusione delle Olimpiadi Invernali Milano-Cortina 2026, il dibattito sulle conseguenze dell’evento per i territori coinvolti si intensifica. La Sinistra Italiana – Federazione di Sondrio ha diffuso un lungo comunicato in cui esprime una valutazione fortemente critica sull’organizzazione dei Giochi, sulle opere infrastrutturali realizzate e sulle ricadute sociali, economiche e ambientali per la Valtellina.

Il documento si apre con una riflessione simbolica: “Tra un mese saranno finite le Olimpiadi Invernali Milano Cortina 2026”. Un’affermazione che, secondo il partito, sintetizza il senso di un’esperienza percepita come imposta dall’alto e distante dalle esigenze della popolazione locale. La Sinistra Italiana sottolinea come i cittadini della provincia di Sondrio abbiano subito per anni disagi e restrizioni legati ai cantieri, senza vedere benefici proporzionati agli sacrifici richiesti.

QUI IL COMUNICATO COMPLETO

La “legacy” olimpica tra promesse e costi

Uno dei punti centrali del comunicato riguarda la cosiddetta “legacy” olimpica, cioè l’eredità che l’evento dovrebbe lasciare al territorio. Secondo la Sinistra Italiana, le promesse di modernizzazione infrastrutturale e sviluppo economico non si sarebbero concretizzate. Al contrario, il partito denuncia un aumento dei costi a carico dei contribuenti, soprattutto lombardi, a causa del continuo sforamento dei budget e del rinvio della conclusione delle opere, prevista ora per il 2035, nove anni dopo la fine dei Giochi.

Nel mirino finiscono anche alcune infrastrutture considerate inutili o sproporzionate, come la pista di bob di Cortina e il nuovo impianto “Ciuk La Rocca” a Bormio. Particolare attenzione viene riservata al caso dell’Arena Santa Giulia di Milano, i cui extracosti, pari a 51 milioni di euro, sarebbero destinati a essere coperti con fondi pubblici, nonostante la struttura sia di proprietà privata.

Trasparenza, governance e accuse politiche

Il comunicato critica duramente la gestione politica e amministrativa dell’evento, chiamando in causa il governo nazionale, la Regione Lombardia e gli enti coinvolti. Viene denunciata una scarsa trasparenza nella gestione delle opere e dei cronoprogrammi, oltre a presunte criticità nei subappalti e nei tempi di pagamento delle imprese.

Particolarmente dura è la posizione sulla governance dell’evento: secondo la Sinistra Italiana, il decreto-legge ribattezzato “Salva Olimpiadi” avrebbe messo al riparo i vertici della Fondazione organizzatrice da indagini su reati contro la pubblica amministrazione. Il partito parla inoltre di una diffusa “parentopoli” negli incarichi legati ai Giochi, assegnati senza criteri chiari e senza adeguata trasparenza.

Infrastrutture incompiute e problemi di mobilità

Sul piano infrastrutturale, la Sinistra Italiana sostiene che i risultati siano modesti: pochi chilometri di nuove strade, alcuni interventi minori sulla rete ferroviaria e una situazione del traffico che resta critica, soprattutto nei fine settimana. Il partito ricorda anche le proprie opposizioni a diversi progetti viari, come gli svincoli del Trippi e della Sassella, la tangenziale dell’Alute e alcune opere nella piana di Bianzone, ritenute dannose per il paesaggio e poco utili per la mobilità.

A ridosso dell’inizio delle Olimpiadi, il comunicato segnala il rischio di paralisi della vita quotidiana per migliaia di cittadini, tra difficoltà negli spostamenti per lavoro e scuola e incertezze sulla gestione del trasporto pubblico. Emblematico, secondo il partito, il caso degli studenti, per i quali in alcune zone sarebbe stato sospeso il servizio scuolabus, con il rischio di ricorso alla didattica a distanza.

Impatto ambientale e modello di sviluppo

Ampio spazio è dedicato all’impatto ambientale delle opere olimpiche. La Sinistra Italiana parla di «scempio» del territorio, con boschi abbattuti, pendii scavati, colate di cemento e interventi realizzati spesso senza adeguate valutazioni di impatto ambientale e idrogeologico.

Particolare attenzione viene posta sull’uso delle risorse idriche per la produzione di neve artificiale: secondo il comunicato, sarebbero necessari 836mila metri cubi d’acqua, equivalenti allo svuotamento di dodici piscine olimpioniche al giorno per tutta la durata dei Giochi. Un dato che, per il partito, evidenzia la contraddizione tra la retorica della sostenibilità e la realtà degli interventi.

Questioni sociali e prospettive per il territorio

Oltre alle criticità legate all’evento olimpico, la Sinistra Italiana evidenzia problemi strutturali della provincia di Sondrio: carenze nel sistema sanitario, spopolamento dei piccoli comuni, precarietà del lavoro, bassi redditi e difficoltà abitative. Secondo il partito, le Olimpiadi non avrebbero contribuito a risolvere queste criticità, ma avrebbero piuttosto distolto risorse e attenzione dai bisogni reali del territorio.

Nel finale del comunicato, la Sinistra Italiana invita cittadini e istituzioni a vigilare sull’eredità delle Olimpiadi e a rafforzare le forme di partecipazione democratica. L’obiettivo dichiarato è evitare che, oltre alle opere contestate, l’evento lasci come lascito anche un deficit di dialogo e di ascolto nei confronti delle comunità locali.