Un presunto atto di sabotaggio ha colpito nella notte tra il 10 e l’11 febbraio 2026 la linea ferroviaria Lecco-Tirano, una delle infrastrutture più importanti per i collegamenti verso la Valtellina e le località olimpiche di Bormio e Livigno. L’episodio è avvenuto ad Abbadia Lariana, dove un incendio ha danneggiato alcuni cavi di una centralina di scambio ferroviaria.
Incendio
Secondo le prime ricostruzioni, come riportano i colleghi di PrimaLecco.it, l’incendio avrebbe interessato un tratto di circa 64 centimetri di cablaggio. Sul posto sono stati rinvenuti i resti di una bottiglia con tracce di liquido infiammabile, elemento che fa ipotizzare un’azione dolosa, forse collegata all’utilizzo di un ordigno artigianale. Gli accertamenti tecnici sono tuttora in corso per chiarire l’esatta dinamica dei fatti e l’eventuale matrice dell’atto.
RFI e Trenord hanno confermato la criticità, sottolineando il rapido intervento dei tecnici, che hanno lavorato durante la notte per ripristinare le condizioni di sicurezza. Grazie alla tempestività delle operazioni, la circolazione ferroviaria non ha subito ripercussioni significative e già nelle prime ore del mattino i treni hanno ripreso a viaggiare regolarmente.
L’episodio presenta alcune analogie con recenti danneggiamenti avvenuti sulle linee ferroviarie di Bologna e Pesaro nei giorni dell’apertura dei Giochi olimpici, anche se in questo caso l’azione appare meno organizzata. In ambienti dell’area anarchico-antagonista sono comparsi messaggi di rivendicazione relativi a quei precedenti atti, con toni ostili nei confronti dell’evento olimpico e dei soggetti coinvolti nella sua organizzazione, ma senza riferimenti diretti al caso di Abbadia.