Bormio

Dal 1926 a oggi, lo scialpinismo agonistico in Valtellina raccontato nella Corte Ski Trab

Atleti, esperienze, immagini e memoria, per celebrare una tradizione che è cultura.

Dal 1926 a oggi, lo scialpinismo agonistico in Valtellina raccontato nella Corte Ski Trab

Dal 1926 a oggi, 100 anni di scialpinismo agonistico in Valtellina, lunedì 16 febbraio nella Corte Ski Trab (famiglia Trabucchi) atleti, esperienze, immagini e memoria, per celebrare una tradizione che in Alta Valle è cultura, identità, futuro. Sullo sfondo, attrezzature di oggi e di ieri. Analizzate sei epoche, coi rispettivi protagonisti. Anni ’60-’80: Ugo De Gasperi, Felice Cantoni, Giovanni Maiori, Renato Antonioli. Anni ’80-2000: Adriano Greco, Ivan Murada, Graziano Boscacci. 2000-2010; Roberta Pedranzini, Francesca Martinelli, Guido Giacomelli. 2010-2020; Robert Antonioli; 2026; Nicolò Gal Canclini.

Analisi

Interessante analisi sul rapporto tra montagna e uomo, tra atleta e competizione. Anni 1920-1940, l’uomo performante che lavora in montagna, viene ingaggiato per le gare; è l’uomo che conquista la montagna. Anni 1960-1980, uomo e montagna, un rapporto di grande rispetto; gare organizzate per far conoscere la montagna; cronometro, in secondo piano. Anni 1980-2000, del cronometro e della leggerezza, i team e le regole viste come espressione di solidarietà. Dal 2000 al 2010, grandi cambiamenti; atleti diventano semi professionisti, nasce la Federazione internazionale; prime gare in pista. Anni 2010-2020, il professionismo; atleti che fanno questo sport per lavoro; gare orientate allo spettacolo. Infine oggi, le Olimpiadi, estrema specializzazione; tecnica lontana dallo spirito dei primi anni. L’uomo è puro atleta. Sempre, i nostri atleti sono stati e sono dominanti nel mondo.