Tirano

Addio Lydia, volto storico di Madonna

Accorato ricordo della signora Cenini da parte di Bernardo Ferrari e Pietro Maletti.

Addio Lydia, volto storico di Madonna

Sabato 14 febbraio, ultimo saluto nella Basilica a Madonna di Tirano a Lydia Cenini, anni 85, vedova Turella da 13 anni. L’hanno voluta ricordare insieme Bernardo Ferrari e Pietro Maletti. Il primo: “È stata per una vita intera sotto il manto protettore della Madonna, nel suo Bar Tourist (ora Smart Cafè, gestito dalla figlia Cristina) ed eravamo amici da sempre lavorando per 30 anni nel vicino negozio Artigianato & Antichità (ora Bar Gelateria Yogurteria La Piazza). La chiesa era gremita e il rito funebre è stato officiato dal parroco don Stefano. Il melodioso coro femminile è stato diretto da Gabriella Perfetto, suonando all’armonium. Sull’altare per la preghiera dei fedeli oltre a me, c’era lo spirito di mia sorella Mariella morta 2 anni fa, e di Ketty che ora vive a Zurigo, perché erano amiche per la pelle e quasi coscritte, classe 1942 e 1940. Potrei dilungarmi sulle sue doti, ma non voglio essere ripetitivo perché Pietro, giornalista, guida turistica, accompagnatore turistico e operatore culturale, qui di seguito ne tesserà un ricordo”.

La lettura

Così Maletti: “Gli intensi occhi azzurri! Questo è ciò che ci viene in mente, pensando a Lydia; e poi il sorriso radioso! Occhi azzurri come quelli di tante mamme. Sono gli stessi occhi azzurri della mia mamma persa nel 2020 per il virus. Non ho potuto vederla partire (così come il mio papà) perché tutto era blindato. Se in tutti questi ultimi mesi di preoccupazione, e poi di angoscia e poi intenso dolore, possiamo riconoscere un minimo di consolazione per Cristina e Roberta, è proprio la possibilità che hanno avuto di abbracciare la loro mamma, di parlarle, di dirle tutto il loro grande amore sino all’ultimo, nel momento del saluto… Mi hanno colpito enormemente alcune parole che per caso ho sentito pronunciare da Cristina: “In questi ultimi giorni io e Roberta eravamo strette alla mamma, alla nostra mamma, come se fossimo stati ancora una volta una sola persona fisica!”. Quale migliore opportunità per dei figli, quale miglior fortuna per una mamma, che ridiventare, anche solo per un breve momento, nuovamente un solo essere. 2013: il papà Pino vola in cielo. 13 anni dopo Lydia lo raggiunge! Col passare degli anni si vedono partire affetti, parenti, conoscenti… e tanti amici! Purtroppo è nelle cose naturali di questa terra! Sono pezzi della nostra anima, della nostra vita che se ne vanno, che non riavremo più. Ma il papà è il papà… La mamma, è la mamma… Qualcosa di estremamente intimo, soprannaturale ci lega al nostro papà e alla nostra mamma. Loro sono chi ci ha dato la vita. Loro sono quelli che ci hanno cresciuto e che ci hanno raccolto da terra quando crollavamo; che ci hanno sculacciato quando era necessario o incoraggiato quando era il momento. Loro sono quelli che ci hanno sostenuto anche quando noi credevamo di voler essere soli ad affrontare la vita… Il papà e la mamma! Naturali o adottivi che siano… Continuano a risplendere quegli occhi azzurri e se posso essere sicuro di una cosa, questa è che tutto, qui, non finisce. Cristina: noi siamo abituati a viaggiare, a conoscere posti, a studiare le bellezze e a parlarne. Sappiamo cosa vuol dire un viaggio; sappiamo cosa vuol dire un nuovo viaggio: è una scoperta, una gioia e una condivisione. La vostra mamma, la vostra nonna, Vittorio e Leonardo, ha intrapreso il viaggio più importante, quel viaggio che porta verso la luce e che arriva dopo la partenza da qui. Quella luce che non può non contenere lo spirito di chi tutto ha creato. Noi che restiamo siamo tristi… Voi che siete figlie o nipoti o famigliari siete nel dolore ma non temete perché Lydia ora è certamente in viaggio, se non già arrivata a destinazione. La morte non è che l’intraprendere un viaggio verso una meravigliosa destinazione. E il premio! Se dobbiamo pensare a qualcuno a cui affidare Lydia in questo nuovo andare che ha intrapreso, questa non può che essere un’altra mamma: la nostra Madonna, la nostra Signora di Tirano. A volte ci è difficile sentirla perché noi le chiediamo sempre e comunque qualsiasi cosa e a volte le nostre richieste non possono essere ascoltate. Ma lei ci ascolta sempre e ci sostiene, anche quando sembra non sia così! Chi, meglio di lei può capire il dolore dei figli? Chi meglio di lei, mamma, può guidare un’altra mamma lungo il cammino? Due mamme che vanno, una accanto all’altra e che si parlano. E parlano dei loro figli. La nonna. La nonna è una seconda mamma; non ci ha concepito ma ha concepito chi ci ha concepito. Un vero miracolo la vita. Un vero miracolo, la mamma. Un vero miracolo, la nonna. E loro restano nel cuore. Non si dimenticano mai, ci restano accanto e noi parliamo ogni giorno con loro nella certezza che ci ascoltano. Restano vive nel nostro ricordo e nella nostra anima. Cari Vittorio e Leonardo siatene certi! Il viso della vostra nonna vi accompagnerà per tutta la vita. Ed è una cosa meravigliosa. Care Cristina e Roberta: Lydia è in viaggio!!! Noi, ora, pensiamo soprattutto a voi. Fatevi tanto coraggio perché avete molti a cui pensare. Avete molti che hanno bisogno delle vostre carezze e dei vostri visi; dei vostri occhi e delle vostre parole. Molti che hanno bisogno del vostro lavoro, delle vostre passioni e delle vostre peculiarità. Della vostra creatività. Hanno bisogno delle vostre energie vitali e dell’amore che sapete dare. Sicuramente tutto vi è venuto anche dagli insegnamenti dei vostri genitori. Sono certo che la mamma, la vostra mamma, continuerà a guardarvi e ascoltarvi! A noi, vostri amici, che vi amiamo così tanto. A noi, amici di Lydia, che nel lungo percorso degli anni l’abbiamo conosciuta e spesso incontrata, restano nel cuore il suo sorriso e quei bellissimi occhi azzurri risplendenti di luce”.