Sostegno espresso da Coldiretti Sondrio, la più importante associazione del mondo agricolo della Provincia e della Regione, alle iniziative del Comitato per la tutela del territorio agricolo del piano di Bianzone, che si aggiunge alle adesioni di Italia Nostra e Legambiente. I punti che il Comitato ha posto all’attenzione di Coldiretti. Tempistiche e procedure: nonostante sia classificata come “Opera Olimpica indifferibile” per i Giochi del 2026, i lavori (previsti per febbraio 2024) non sono mai iniziati. Assenza di valutazioni: il progetto, gestito con procedure ad hoc, data l’urgenza delle opere, manca delle valutazioni di impatto ambientale e paesaggistico (VIA e VAS) sempre previste in caso di interventi in area agricola strategica. Utilità dell’opera: l’area del Ranèe è esclusivamente agricola, racchiusa tra la ferrovia e il fiume Adda poco distante, con traffico locale limitato e passaggi a livello che non generano criticità rilevanti. Un sottopasso camionabile di dimensioni assimilabili alla Ss 38, con una nuova viabilità urbana che taglia trasversalmente i fondi e che interferisce con i corsi d’acqua, non appare proporzionato al contesto territoriale. Danni permanenti all’ambiente e al paesaggio, e nello specifico danno permanente alla filiera agroalimentare d’eccellenza (DOP); la piana del Ranèe costituisce un sistema produttivo di eccellenza, strettamente connesso alla filiera della Latteria Sociale di Chiuro e alla DOP Valtellina Casera. L’impermeabilizzazione dei suoli comporta un danno permanente alla capacità produttiva e agli investimenti in sostenibilità già avviati.
Alternative
Alternative progettuali: “riteniamo necessario approfondire soluzioni compatibili con la tutela dell’agricoltura e del paesaggio, anche riprendendo proposte già discusse in passato con l’amministrazione comunale, finalizzate alla razionalizzazione dei passaggi a livello senza trasformazioni irreversibili del suolo agricolo, senza devastanti sottopassi camionabili e strade di tipo urbano in un’area finora servita solo da strade campestri. Necessità di confronto”.