tra immagine, materia e linguaggio

Favole Notturne: il mondo frammentato di CIN PER in mostra a Morbegno

Dal 24 marzo al 3 aprile alla Sala Capitolare del Convento di S. Antonio l’artista valtellinese presenta ART EXHIBITION, un percorso tra monotipo, frammenti visivi e riflessioni sull’imperfezione dell’esperienza umana.

Favole Notturne: il mondo frammentato di CIN PER in mostra a Morbegno

Dal 24 marzo al 3 aprile la Sala Capitolare del Convento di S. Antonio di Morbegno ospiterà la mostra personale di CIN PER, artista del gruppo dell’associazione Valtellina Cultura e Territorio, dal titolo “Favole Notturne, ART EXHIBITION”.

L’esposizione rappresenta un nuovo appuntamento con l’arte contemporanea in Valtellina e offre al pubblico l’occasione di entrare nel mondo visivo e concettuale di un’artista che indaga con sensibilità e profondità i contrasti dell’esperienza umana.

CIN PER

CIN PER, artista valtellinese nata nel 1987, ha una formazione artistica e grafica. Dopo gli studi lascia presto l’Italia, intraprendendo un percorso personale e creativo segnato dall’incontro con contesti culturali differenti. Attratta dai contrasti più netti – nella vita come nell’arte – la sua ricerca si concentra sull’origine del conflitto e sulle contraddizioni che ne derivano.

Il suo lavoro riflette sulla difficoltà di accettare l’imperfezione umana e sull’impossibilità di ricomporre pienamente le fratture dell’esperienza individuale. Le opere nascono da una pratica che si muove tra stampa e incisione, tecniche attraverso le quali l’artista sviluppa un linguaggio visivo stratificato e fortemente materico.

Tra immagine, materia e linguaggio

Al centro della sua produzione vi è il monotipo, realizzato a partire da matrici pittoriche che vengono successivamente frammentate e ricomposte in strutture quasi mosaicali. Questo processo di scomposizione e ricostruzione diventa metafora delle tensioni interiori e delle fratture dell’identità contemporanea.

Il lavoro di CIN PER si colloca così in uno spazio di confine tra immagine, materia e linguaggio, dove ogni elemento dialoga con l’altro in un equilibrio fragile. Le sue opere esplorano la precarietà del contatto umano e l’incompletezza della comprensione reciproca, invitando lo spettatore a confrontarsi con le zone d’ombra e le ambiguità dell’esperienza.