Nel novembre 2024 venivano raccolte, grazie a due ex studenti, Sabina Colturi e Ruggero Guanella, 2800 firme in 32 postazioni da Sondalo e Livigno, per il reintegro immediato del dirigente scolastico dell’Istituto Superiore Statale Alberti Bruno Spechenhauser, che nel febbraio 2023 venne sospeso insieme a tutti i colleghi coinvolti nell’inchiesta che ha sconvolto la scuola provinciale, allora retta da Fabio Molinari. Da allora, i numerosi sostenitori dell’innocenza del preside, che ancora non si è potuto ricongiungere coi suoi allievi, non hanno smesso di sperare che giustizia sia fatta. E’ di questi giorni un ulteriore appello a favore della causa, che giunge da nomi di spessore della matematica mondiale, per lavoro qualche anno fa proprio nella scuola.
Dalla Colombia
Dalla Colombia, due docenti d’eccezione scrivono al ministro Giuseppe Valditara e al sottosegretario Frassinetti; sono Bruno D’Amore; laureato in Matematica, Filosofia e Pedagogia, fondatore della rivista La Matematica e la sua didattica, responsabile scientifico del centro di ricerca NRD, Nucleo di Ricerca in Didattica della Matematica a Bologna; con lui, Martha Fandino Pinilla, laureata in Scienza dell’Educazione, con studio specifico in Matematica e specializzata in Educazione Matematica. “In Italia ogni anno in novembre, da 40 anni, diamo luogo al convegno di Didattica della matematica; fra tutte le diverse centinaia di scuole italiane presso le quali abbiamo tenuto seminari, corsi e lezioni, ricordiamo con immenso piacere l’Istituto d’Istruzione Superiore Alberti, data la sua organizzazione didattica perfetta, di altissimo livello e stante la entusiastica partecipazione dei docenti, il che è di certo dovuto all’attività di formazione auspicata dal dirigente Spechenhauser. Sua, una perfetta capacità di coinvolgere gli insegnanti di un circolo in attività di formazione pomeridiane; nell’istituto da lui diretto era avvertibile una capacità organizzativa eccezionale, una tangibile espressione dello scambio di idee formative con i singoli docenti; la competenza nell’entrare nel merito dei temi trattati. Si intuiva, ed era dimostrato dai fatti, che la scuola era organizzata in maniera impeccabile, con ruoli identificati, e ben accolta la sollecitazione alla formazione professionale personale, elemento chiave nelle relazioni scolastiche e per la sicurezza che questa produce nei rapporti fra docenti e allievi. Spechenhauser, quale elemento caratterizzante, esplicito, preside di ampie capacità e di straordinaria sensibilità, dai pregi profondi e innumerevoli. Mai, in tutta la nostra carriera, abbiamo avuto a che fare con dirigenti di questo calibro, che con competenza ha superato anche le difficoltà della pandemia ponendosi in contatto con enti, associazioni, persone che svolgono formazione a distanza, centri di ricerca e università, dimostrazione di capacità di lavoro unica e formidabilmente positiva. Per tutti questi motivi, auspichiamo che possa al più presto essere reintegrato nel suo ruolo, al fine di riprendere tempestivamente progetti e attività che ancora aveva in serbo prima della quiescenza”. La posizione di Spechenhauser, assistito dall’avvocato Antonio Sala Della Cuna, insieme a quella di altri 32 imputati che non hanno scelto il rito alternativo, verrà considerata nella prima di quattro udienze imminenti, l’ultima, e conclusiva, quella del 20 maggio a Sondrio.