“I medici e gli infermieri che operano nei territori lombardi al confine con la Svizzera otterranno un aumento di stipendio del 20% quantificabile, rispettivamente, in circa 10.000 euro e in circa 5.400 euro l’anno. Si tratta di un incentivo finalizzato a trattenere in Lombardia gli operatori della sanità, evitando che si trasferiscano in Svizzera: dunque parliamo di una misura che ha l’obiettivo di garantire e rafforzare i servizi socio-sanitari nelle zone di frontiera, dove è forte l’attrattività degli stipendi elvetici”.
Lo ha dichiarato l’assessore regionale agli Enti locali, Massimo Sertori, a margine del tour istituzionale delle Aree Interne che ha fatto tappa oggi, mercoledì 21 aprile 2026, a Luino , in provincia di Varese
Sertori: “Stipendi più alti per medici e infermieri nelle zone di confine”
“L’aumento sarà finanziato con un contributo dei ‘vecchi’ frontalieri, i quali concorreranno con il 3% della paga netta. In sostanza, a fronte di uno stipendio netto mensile di 4.000 euro, il contributo sarà di 120 euro: risorse che aiuteranno a garantire per sé e per la propria famiglia l’assistenza sanitaria sul territorio. Si tratta di una misura seria che affronta i problemi e cerca di risolverli, sempre con l’obiettivo di aiutare le zone di confine a restare competitive. Lo spopolamento si argina se vengono garantiti servizi fondamentali, a cominciare dalla sanità”.
“Se esiste ancora lo status di ‘vecchio’ frontaliere – ha sottolineato Sertori – è grazie al lavoro portato avanti col presidente Attilio Fontana: nel 2018, nonostante non fosse di nostra competenza, decidemmo di intensificare il dialogo col Canton Ticino per uscire dallo stallo in cui si erano infilati i governi di Roma e Berna: di fatto, suggerimmo la soluzione per uscire dall’empasse inventando il sistema binario che consentiva di preservare i diritti acquisiti dei ‘vecchi’ frontalieri fino alla pensione, sistema poi diventato legge dello Stato. Se esistono ancora questi diritti è merito anche di Fontana e della Regione, questo è un dato oggettivo che non va dimenticato”.