Ecco il progetto “Oltre la vetta, il lutto in montagna” del Club Alpino Italiano. Spazio di ascolto e riflessione di un problema trasversale, sostegno per chi resta, rete di cura e condivisione per superare, nato per dare voce a un tema spesso taciuto: il dolore dopo la perdita di una persona o dopo un incidente, la fragilità, il bisogno di trovare nuovo equilibrio e connessione, un cammino possibile, farsi aiutare. Partecipazione importante all’auditorium la sera di venerdì 17 aprile, organizzata da Cai sezione Bormio guidato da Matteo Schena, associazione Oltre La Scuola, Sci Club Bormio e Alta Valtellina, Usb.
Protagonisti
Relatrici, Maria Cristina Silvestri, Paola Acca, Valentina Penati, Federazione Psicologi per i Popoli. Tratteggiato un quadro da manuale che spiega come operano, le regole, l’approccio verbale ed emotivo che adottano con bambini, adulti, la gamma dei sentimenti che prova chi rimane, l’accettazione, strategie per tutelarsi che la mente mette in atto, anche indifferenza, rabbia, sensi di colpa, sentirsi bloccati dall’andare in montagna; sentimenti da non giudicare, né reprimere ma lasciare emergere per accedere al dolore, fino a vedere con gratitudine ciò che ha lasciato la persona persa, e iniziare un percorso di ripresa, una nostalgia più sopportabile. “I lutti sono disgrazie che non colpiscono solo i famigliari, ma una comunità, che si deve attrezzare”.