Il morbegnese Luca Gadola è il nuovo presidente dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Sondrio. Forte di oltre quarant’anni di professione, oltre che di una solida esperienza sia come consigliere che tesoriere e vicepresidente dell’Ordine stesso (“lo considero un po’ la mia seconda casa”), ingegnere del territorio, Gadola inaugura un mandato all’insegna dell’umanesimo inteso come attenzione ad etica e ambiente e responsabilità sociale.
Luca Gadola è il nuovo presidente dell’Ordine degli Ingegneri
“Ingegneria e umanesimo” del resto – una chiara dichiarazione d’intenti – è stato anche il nome scelto per il programma del nuovo Consiglio territoriale e del neopresidente che succede all’ingegner Felice Mandelli, con il quale c’è stato un simbolico passaggio di consegne lunedì 22 giugno 2026, prima dell’insediamento. Nella seduta sono state attribuite le cariche istituzionali: vicepresidente è stato scelto all’unanimità Pietro Maspes, Stefano Mandelli ricoprirà il ruolo di segretario e Martina Scieghi quello di tesoriere. Gli altri consiglieri sono gli ingegneri Michela Bassi e Claudio Zubiani (entrambi ricandidatisi), Luisa Ferrandini, Costanza Teresa Della Torre, Fabiano Giorgetta, Matteo Schena e Petra Cerri (ing. iunior).
“È una squadra molto variegata per quanto riguarda sia la composizione anagrafica che per le attività professionali svolte e la provenienza degli ingegneri-consiglieri, che copre davvero l’intera provincia: lavoreremo senz’altro bene insieme” ha commentato il neo presidente.
Gadola ha dunque voluto dedicare le proprie prime parole all’Ordine che ha ereditato: “Un Ordine in perfetta efficienza e del quale tutti ci sentiamo onorati di far parte. Proseguire il lavoro fatto dai colleghi e per il bene dei colleghi, attualmente contiamo 693 iscritti, è senz’altro il primo impegno”.
Oltre alle tematiche-obiettivo del passato, che saranno portate avanti, il mandato si focalizzerà su una gestione indipendente dell’Ordine (“riferimento imprescindibile per la collettività provinciale per tematiche territoriali, culturali, dell’ambiente, della sostenibilità e della sicurezza”) e su un’attenzione particolare – senz’altro inedita, trattandosi di Ordine tecnico, – all’individuo. “Sono iscritto all’Ordine dal 1986 e in tutto questo tempo ho notato come e quanto sia cambiata anche la nostra professione – osserva Gadola – l’obiettivo, per noi, sarà dunque quello di farsi carico in senso lato delle necessità dei colleghi alle prese con le accresciute richieste cui viene chiesto di far fronte”.
Ed è proprio dinnanzi all’evidenza di quella che, più in generale, è la complessità della società odierna che si fa largo, infatti, la figura dell’”Ingegnere umanista” come attore primario in grado di integrare competenze tecniche e ingegneristiche avanzate con un pensiero olistico che valorizza lo spirito critico, l’etica e la responsabilità sociale.
“L’Ordine dovrebbe facilitare questa evoluzione – sottolinea il neopresidente – promuovendo e organizzando iniziative che guardino alla crescita culturale ed etica della comunità e alla sensibilità per l’ambiente e la sicurezza, ma pure condividendo queste stesse iniziative e i corsi di formazione con gli altri Ordini tecnici”.
Un tema, quello della promozione di una sorta di “consulta provinciale” permanente che riunisca Architetti, Geometri, Periti, Geologi. e Dottori Agronomi e Dottori Forestali per la costituzione di comitati scientifici e di commissioni tematiche interprofessionali, che rientra espressamente tra i punti del programma. C’è forte la volontà di addivenire alla creazione di una rete interprofessionale permanente “che consenta una trans-disciplinarietà nelle risposte alle questioni generali del nostro territorio e un’economia delle risorse impiegate per ottenere il risultato più efficace”.
Tra gli altri obiettivi, oltre al lavoro per l’autonomia funzionale dell’Ordine, vi sono la solidarietà intergenerazionale con il coinvolgimento dei nuovi iscritti e l’attenzione alle loro proposte (“i colleghi più attempati hanno un grosso carico di esperienza, ma i più giovani hanno una portata di entusiasmo e una conoscenza delle nuove tecnologie e dei nuovi modi di far professione che è giusto che si incontrino: questo è alla base di un Ordine che voglia funzionare”) e la previdenza per tutti (“già negli anni passati mi sono impegnato per quanto riguarda la previdenza e l’assistenza dei colleghi ingegneri e sono stato anche rappresentante delegato provinciale in Inarcassa: è dovere dell’Ordine mostrarsi sensibile alle necessità previdenziali dei propri iscritti.