Viabilità sulla 36

Monte Piazzo rinforzata, e si progetta anche una variante

Tantissimo il pubblico presente a Colico per l'incontro dedicato a fare il punto sulla situazione della galleria

Monte Piazzo rinforzata, e si progetta anche una variante

Grazie ai lavori attualmente in corso, che si concluderanno definitivamente alla fine di questo 2026, la galleria Monte Piazzo, sulla superstrada 36, aumenterà la propria stabilità e avrà una prospettiva di durata ben oltre i 15 anni di cui si era parlato qualche mese fa. Nel frattempo è stato avviato uno studio di fattibilità per una variante che risolva definitivamente il problema. E’ quanto emerso martedì sera a Colico, in un incontro pubblico che aveva il compito di fare il punto sullo stato della preziosissima, ma fragile, via di comunicazione.

Un tunnel “critico”, ma ci sono spiragli di luce

Il dibattito, moderato dal giornalista Giancarlo Ferrario, ha visto come relatori qualificati Matteo Giuseppe Castiglioni, responsabile della struttura territoriale della Lombardia per Anas, il geologo Cristian Adamoli e Massimo Sertori, assessore agli Enti Locali e Montagna di regione Lombardia. Stimolati dalle domande di Ferrario i relatori hanno evidenziato le criticità ma anche prefigurato spiragli risolutivi.

“La galleria – ha spiegato in particolare Castiglioni – è all’interno di un doppio corpo di frana (uno più grande e meno attivo e uno più contenuto come dimensioni ma più attivo) e, al momento della sua costruzione, non c’erano tutte le informazioni che abbiamo oggi e nemmeno i materiali costruttivi erano quelli odierni. Con i lavori in corso stiamo rinforzando l’intera infrastruttura che, dunque, avrà una durata più lunga dei 15 anni di cui si parlava e che comunque erano solo indicativi. Al termine dei lavori sarà implementato un sofisticato sistema di monitoraggio che ci dirà quanto e come si sposta il versante. Nel frattempo è stato avviato un primo studio di fattibilità per una variante che risolva definitivamente il problema. Tale studio poi sarà successivamente integrato anche con i dati del monitoraggio per capire se sia il caso di realizzare un tracciato alternativo solo alla Monte Piazzo oppure uno che coinvolga anche la galleria Dorio”.

“La 36 è la nostra aorta”

“La 36 – sono state le parole di Sertori – è per noi un po’ come l’aorta è per il corpo umano e quindi è necessario preservarla in ogni modo. Bene quindi puntellare la Monte Piazzo per garantire il transito, anche perché, per la realizzazione di una variante, ben sappiamo, purtroppo, quali siano i tempi della burocrazia italiana”.

Pubblico numerosissimo e tanti interventi

Tantissimi gli interventi fra il pubblico, davvero numerosissimo, che ha riempito l’auditorium Ghisla, tra cui quelli dei presidenti della Provincia di Sondrio, Davide Menegola e di Como, Fiorenzo Bongiasca, e dell’assessore ai Lavori pubblici della provincia di Lecco Mattia Micheli. Fra le domande anche, inevitabili, quelle sulla gestione del traffico durante i lavori: “Abbiamo dovuto fare delle scelte – ha spiegato Castiglioni – cercando di minimizzare i disagi realizzando la gran parte dei lavori nelle ore notturne. Purtroppo, ce ne rendiamo conto, non si possono eliminare definitivamente”.