Prosegue la nostra rubrica che mette in contatto diretto Regione Lombardia e i lettori: scrivete a laregionerisponde@netweek.it e i vari assessori regionali competenti risponderanno alle vostre domande e segnalazioni, che possono interessare tutti i lombardi, dalla sanità ai trasporti, dalla sicurezza alla cultura, dall’economia al sociale. Il nostro obiettivo è quello di avvicinare le istituzioni ai cittadini, raccogliendo le istanze locali per portarle all’attenzione della politica.
Screening alla prostata: ecco chi è invitato a farlo e come funziona
Ho 56 anni, vivo a Milano e ho letto che Regione Lombardia ha attivato il programma di screening organizzato per il tumore della prostata. Vorrei capire meglio come funziona. Posso già aderire al programma? Grazie.
Mauro – Cusano Milanino (MI)
Risponde Guido Bertolaso, assessore al Welfare di Regione Lombardia
La ringrazio caro Mauro per la sua domanda, che permette di chiarire come funziona il programma di screening organizzato per il tumore della prostata promosso da Regione Lombardia. Parto dalla notizia che la riguarda: avendo 56 anni, rientra nella fascia di cittadini che può aderire al programma gratuito di screening. Possono infatti partecipare gli uomini assistiti in Lombardia nati dal 1962 al 1975 e i nati nel 1976 dal giorno del compimento dei 50 anni. Ad oggi l’offerta è fino ai 65 anni mentre dal primo novembre sarà ampliata fino a 69. Per accedere al percorso il primo passo è compilare un breve questionario anamnestico. Chi utilizza il Fascicolo Sanitario Elettronico può farlo direttamente online e ottenere il voucher per il test Psa. Chi invece preferisce non utilizzare gli strumenti digitali può compilare lo stesso questionario presso uno dei punti di assistenza indicati da Regione Lombardia sul proprio sito web.
Una volta ottenuto il voucher, il test del Psa è semplice: si tratta di un normale prelievo di sangue, completamente gratuito, che non richiede né prenotazione né impegnativa del medico di famiglia. È sufficiente presentarsi in uno dei laboratori aderenti al programma.
Se il valore del Psa risulta nella norma e non sono presenti fattori di rischio familiari, il programma indica quando sarà opportuno ripetere il controllo. Se invece il Psa è pari o superiore a 3 µg/L, oppure è presente una familiarità di primo grado per tumore della prostata, sarà il Centro Screening della propria Ats a prendere in carico il cittadino e a programmare la visita urologica. Sarà poi lo specialista a valutare l’eventuale necessità di eseguire ulteriori accertamenti, come la risonanza magnetica o la biopsia prostatica.
Anche questi approfondimenti rientrano nel percorso organizzato di screening e vengono garantiti dal Servizio Sanitario Regionale, senza costi per il cittadino.
Il nostro obiettivo è mettere a disposizione dei cittadini un percorso di prevenzione semplice, accessibile e scientificamente validato. La diagnosi precoce rappresenta uno degli strumenti più efficaci per aumentare le possibilità di cura e migliorare la qualità della vita. Per questo invito lei e tutti gli uomini che rientrano nei requisiti previsti ad aderire con fiducia al programma di screening.
