L'iniziativa

Si punta sul rilancio di Palazzetto Besta

Il Comune ha candidato il progetto di recupero a Regione Lombardia, nell’ambito dei Progetti Integrati della Cultura 2026-2029.

Si punta sul rilancio di Palazzetto Besta

Nel cuore storico di Bianzone, tra terrazzamenti e vigneti, Palazzetto Besta si prepara a tornare protagonista. Dopo anni di abbandono e criticità strutturali, il complesso cinquecentesco potrebbe diventare un nuovo polo culturale, sociale e turistico per il paese e per il territorio mandamentale. Il Comune ha infatti candidato il progetto di recupero a Regione Lombardia, nell’ambito dei Progetti Integrati della Cultura 2026-2029. L’obiettivo è proseguire con il consolidamento statico, la messa in sicurezza e il restauro del Loggiato e della Colombaia, creando le condizioni per una futura riapertura e per la nascita di un centro culturale. Il Palazzetto, acquisito dal Comune nel 2003 per fermarne il degrado, è un bene di grande valore storico.

Struttura

La struttura si sviluppa attorno a una corte interna, con tre corpi principali: l’edificio nord, il corpo est con il loggiato storico e l’orologio, e l’edificio sud, un tempo destinato a uso rurale. Completano il complesso un’area esterna di circa 3.000 metri quadrati e un podere agricolo a monte di circa 10.000 metri quadrati, dove si trova anche il casino-colombaia affrescato. Il nuovo intervento si affiancherebbe ai lavori già avviati dalla Soprintendenza sul corpo nord, finanziati con fondi per complessivi 682mila euro. A questi si aggiunge un ulteriore finanziamento di 100mila euro previsto dall’AQST 2025 per la riqualificazione della struttura. Il Comune ha inoltre manifestato l’intenzione di intervenire sull’area adiacente non vincolata per realizzare un parcheggio a servizio del complesso. La filosofia del progetto è quella del restauro conservativo, con attenzione alla materia originaria e senza ricostruzioni artificiali. Gli interventi prevedono consolidamenti strutturali definitivi, recupero degli affreschi della Colombaia, del pozzo storico, degli interni lignei, della torretta e delle stanze decorate. Particolare attenzione sarà riservata anche all’accessibilità, con l’obiettivo di abbattere le barriere architettoniche e rendere gli spazi fruibili. Il futuro del Palazzetto è stato al centro anche di un percorso di ascolto della cittadinanza. Nel mese di gennaio il Comune ha promosso una raccolta di idee, dalla quale è emersa con forza la proposta di destinare almeno una parte dell’edificio a centro culturale.

Progetto

Attorno al progetto si è inoltre creata una rete di sostegno che coinvolge Comuni del mandamento, Comunità montana di Tirano, Provincia, imprese locali e cittadini. L’idea è quella di restituire alla comunità non soltanto un edificio restaurato, ma un luogo capace di produrre contenuti, relazioni e nuove occasioni di incontro. Palazzetto Besta potrebbe infatti diventare uno spazio aperto durante l’anno, non legato soltanto a eventi occasionali, ma inserito in una programmazione stabile, capace di coinvolgere scuole, associazioni, operatori culturali e realtà economiche del territorio. Le ipotesi di rifunzionalizzazione prevedono sale polivalenti per conferenze, incontri, eventi letterari e mostre, un possibile atelier artistico nella Colombaia, spazi esterni per iniziative culturali e un orto botanico didattico. Importante anche il recupero del terreno retrostante, affidato in affitto per 25 anni alla Tenuta Scerscè di Tirano, che vi realizzerà nuovi filari vitati storici, rafforzando il legame tra il Palazzetto, la viticoltura e la Via dei Terrazzamenti. Il progetto guarda anche al turismo lento e culturale, intercettando i percorsi già presenti sul territorio e valorizzando la posizione di Bianzone lungo direttrici sempre più frequentate da camminatori, visitatori e appassionati di paesaggio rurale. Il recupero del complesso potrebbe così diventare un tassello importante nella promozione di un paese che punta sulla propria identità storica, agricola e architettonica. Il piano di valorizzazione, previsto a pieno regime tra il 2029 e il 2031, punta a fare di Palazzetto Besta un luogo vivo, capace di attrarre visitatori, ospitare attività culturali, coinvolgere scuole, volontari e professionisti, e contribuire al rilancio del paese. Da edificio dimenticato a spazio aperto alla comunità: questa è la sfida che Bianzone prova ora a raccogliere, trasformando Palazzetto Besta in un nuovo punto di riferimento per cultura, memoria e futuro.