L'intervento

Canoni idroelettrici, autonomia e misure fiscali: opportunità per la montagna

Maffezzini: «Grazie alla Regione possiamo contare su risorse straordinarie per valorizzare i servizi essenziali e creare lavoro»

Canoni idroelettrici, autonomia e misure fiscali: opportunità per la montagna

I recenti provvedimenti della Regione, con i quali ha trasferito a Province e Comuni 200 milioni di euro, in energia gratuita e canoni, di cui 120 per la provincia di Sondrio, derivano dalle sentenze della Cassazione che hanno sbloccato gli arretrati e, prima ancora, dall’impegno nel rivendicare i diritti dei territori nei quali sono presenti impianti idroelettrici, grazie, in particolare, al lavoro dell’assessore alla Montagna Massimo Sertori.

Quanto ottenuto da Regione Lombardia, attraverso leggi contrastate, al termine di un acceso confronto con le aziende idroelettriche, è il manifesto di ciò che reclama la montagna: non assistenzialismo, non trattamenti di favore bensì il riconoscimento di uno status quo.

Opportunità per la montagna dai canoni idroelettrici

«Noi chiediamo solo di avere quello che ci spetta e la presa d’atto di una condizione di svantaggio che è connaturata nella collocazione periferica, nella difficoltà dei collegamenti e nella fragilità del territorio – sottolinea il presidente di Uncem Lombardia Tiziano Maffezzini -. Il risultato di Regione Lombardia è straordinario e tutt’altro che scontato, per questo è doveroso ribadirlo, ma, allo stesso tempo, deve responsabilizzare amministratori pubblici e cittadini, affinché questa occasione venga colta e si trasformi in decisioni improntate alla buona politica, quella che non si limita a risolvere i problemi più urgenti e a soddisfare le esigenze contingenti, ma che programma il futuro, potendo contare su risorse senza le quali nemmeno la più accurata pianificazione produrrebbe effetti».

A beneficiare di questi stanziamenti sono soprattutto i Comuni montani, dove è presente la più alta concentrazione di impianti idroelettrici. L’energia gratuita viene garantita alle residenze per anziani e disabili, a scuole, mense ed edifici pubblici. La scelta della Regione di destinare queste risorse ai territori sarà ulteriormente rafforzata, a partire dal 2027, con un emendamento alla legge di assestamento che prevede il trasferimento a Comuni e Province del 100% dei canoni, al netto della quota trattenuta per i costi di gestione. Oltre a Sondrio, l’unica interamente montana, le altre province coinvolte sono Bergamo, Brescia, Como, Lecco, Monza e Brianza, Città Metropolitana di Milano e Varese.

«I risultati ottenuti in questi anni dalla provincia di Sondrio, principalmente sul fronte dei collegamenti stradali, con la realizzazione del primo tratto della statale 38 e delle tangenziali di Morbegno e di Tirano, sono straordinari se rapportati alle difficoltà incontrate da altri territori, ad esempio per la Lecco-Bergamo – aggiunge Maffezzini -, segno che abbiamo avuto visione e concretezza, ragionando come provincia, contando sul supporto di Regione e Stato. Allo stesso modo dovremo agire per programmare il futuro del nostro territorio, valorizzando i servizi essenziali, sanità, istruzione e trasporti, e creando opportunità di lavoro per i nostri cittadini. Partiamo da queste risorse certe, da un’autonomia che si avvicina e da misure fiscali auspicate per concertare le decisioni, sicuri che i vantaggi di un comprensorio, di un Comune vanno a beneficio di tutti. Ragionare come provincia, tenendo conto dei singoli bisogni ma in una visione d’insieme, ci sosterrà nell’impegno per trattenere chi è nato in montagna e per attrarre nuovi abitanti».