Bianzone

Dopo il trapianto di midollo Sharon è tornata al lavoro

La ragazza di Bianzone salvata da una donazione nel corso del passato inverno.

Dopo il trapianto di midollo Sharon è tornata al lavoro

La sua storia, lo scorso inverno, aveva commosso anche i lettori di Centro Valle, che aveva raccolto e rilanciato l’appello per trovare un donatore di midollo osseo compatibile. Un appello nato in un momento delicatissimo, quando per Sharon Pethra Bonadeo, 39 anni, di Bianzone, la priorità era una sola: individuare nel più breve tempo possibile una persona compatibile, capace di offrirle una concreta possibilità di cura. Oggi, dopo mesi difficili, terapie pesanti, isolamento e un trapianto, quella corsa contro il tempo ha lasciato spazio a una notizia bellissima: Sharon è tornata al lavoro. Da martedì ha ritrovato la sua scrivania alla Clautek di San Giacomo di Teglio, dove lavora come contabile da una quindicina d’anni. Un rientro carico di emozione. Sharon non nasconde di aver vissuto la vigilia con grande agitazione: “Non ci dormivo la notte”, ha raccontato. Temeva di non ricordare più nulla, di non riuscire a riprendere il filo della quotidianità lasciata in sospeso un anno fa. Ma al suo arrivo in azienda ogni paura si è sciolta davanti all’accoglienza dei colleghi, tra abbracci, lacrime e un messaggio di bentornata apparso sullo schermo del computer. Il primo settembre 2026 resterà così una data simbolica nella sua storia personale: il giorno del ritorno alla normalità dopo la diagnosi di leucemia mieloide acuta, le cure e il trapianto reso possibile dalla generosità di una donatrice anonima. Una persona sconosciuta, ma decisiva, che con il proprio gesto ha dato a Sharon una nuova possibilità. Nei mesi della malattia, attorno a lei si era creata una rete di solidarietà molto forte.

Nostro appello

Dopo l’appello rilanciato anche da Centro Valle, tanti amici, conoscenti, colleghi e cittadini si erano informati sulla donazione di midollo osseo e sulla possibilità di sottoporsi alla tipizzazione. In molti avevano scelto di compiere quel passo, semplice ma prezioso, che permette di entrare nel Registro italiano donatori di midollo osseo. Anche alla Clautek la risposta era stata immediata. Colleghi e clienti si erano mobilitati, prestando attenzione a un tema che spesso resta lontano fino a quando non tocca da vicino una persona conosciuta. Per Sharon, quella vicinanza è stata una forza in più durante i mesi più duri. Il rientro al lavoro rappresenta ora un altro tassello del percorso di recupero. Per il momento Sharon lavorerà quattro ore al giorno e continuerà a sottoporsi ai controlli e ai follow up necessari. L’azienda le ha garantito disponibilità e flessibilità, nel caso in cui servissero altri momenti per visite o terapie. Lei affronta questa nuova fase con gratitudine e anche con un sorriso. Dopo un anno lontana dalla scrivania, ha ammesso che servirà un po’ di tempo per riprendere il ritmo: “Dovrò farmi dare qualche ripetizione da chi mi ha sostituita”, ha scherzato. Intanto Sharon sta completando anche un libro-diario dedicato al suo anno più difficile. Un racconto personale, nato dentro la malattia, che inevitabilmente avrà un capitolo speciale riservato proprio al giorno del rientro. Perché il primo settembre non è stato soltanto il ritorno in ufficio, ma il segno concreto di una rinascita. La sua vicenda resta anche un messaggio forte sull’importanza della donazione.