L'iniziativa

Con gli storici alla scoperta dell’eremo di Tanno

Un'altra visita guidata di successo per il Centro chiavennasco

Con gli storici alla scoperta dell’eremo di Tanno

Con il Centro Studi Storici Chiavennaschi si è andati alla scoperta dell’eremo di Tanno

La storia della struttura

A Tanno, la frazione posta tra il Comune di Chiavenna e quello di Prata, visse nel ’700 un eremita. Si chiamava Bartolomeo Premerlani e portava l’abito del Terz’ordine dei Servi di Maria. Su un breve pianoro del primo pendio aveva ricavato un romitorio, ossia una cappella dedicata alla Madonna Addolorata con annessa l’abitazione. Viveva anche di elemosine lasciate dai fedeli, ma non aveva alcuna autorizzazione ecclesiastica. Per questo il vescovo di Como Paolo Cernuschi, su segnalazione del vice parroco di Prata Bernardo Gianotti, nel 1742 con decreto pubblicato alla messa grande a Prata gli imponeva invano la chiusura. La situazione si sbloccò, quando nel 1747 moriva il Premerlani, in unione con la santa Madre chiesa, come si legge nell’atto.

Non si diedero invece per vinti Giovan Battista Moro e Gian Maria Tognini, a lui subentrati nella proprietà. Alla fine portarono via il mobilio e cedettero. Dell’eremo non si seppe più nulla fino al 1828, quando gli eredi lo vendettero al prete ticinese Giovanni Martino della Pietra, canonico a Chiavenna, il quale fece restaurare la cappella, dedicandola alla Madonna delle Grazie. Morendo nel 1835, lasciò per testamento la proprietà alla parrocchia di San Lorenzo di Chiavenna e 600 lire, con il cui frutto celebrare 12 messe all’anno. Il vescovo Carlo Romanò ne autorizzò la benedizione con celebrazione delle messe.

Qualche decennio dopo, nel 1871 l’edificio fu minacciato dalla caduta di un grosso masso e nel 1885 fu investito dalle pietre fatte brillare nella soprastante galleria ferroviaria, poi abbandonata nel 1906. Con le 2000 lire di indennizzo, nel 1890 si arrivò a una permuta con Carlo Fontana di un terreno una quarantina di metri più a sud. Qui sorse, su progetto dell’ing. Cesare Agustoni, la chiesetta attuale, dove l’8 maggio 1894 l’arciprete di Chiavenna Lorenzo Balatti la benedisse, dedicandola alla Madonna di Pompei, devozione sorta da appena tre anni in Campania. Dal 1990 la chiesetta di Tanno è stata ceduta alla parrocchia di Prata, che vi celebra la Messa per gli abitanti delle case sorte negli ultimi decenni nel piano antistante.

Una quarantina i partecipanti

Queste in sintesi le vicende storiche della Madonnina, com’è chiamata dalla gente del posto, illustrate da Guido Scaramellini, presidente del Centro di studi storici valchiavennaschi, alla quarantina di partecipanti alla prima visita guidata d’autunno, svoltasi nel pomeriggio di sabato 19 settembre. È seguita la visita al vicino complesso di case per dipendenti Enel, progettato a metà ’900 da Gio Ponti. Il prossimo appuntamento sarà sabato 3 ottobre con ritrovo alle 15 presso la chiesa di Sant’Abbondio di Piuro, visita all’annesso Museo degli scavi e, presso il palazzo Vertemate Franchi, al centinaio di monete trovate nel 1988 sul luogo della frana.