La musica come energia, sfogo, riscatto. Ma anche come condivisione e possibilità di abbattere barriere, visibili e invisibili. È la storia di Dj Nando, nome d’arte di Armando Domni, dj e produttore nato in Albania e residente a Sondalo dal 1991, che torna con il nuovo singolo “Just Begin Demolition”, pubblicato da Total Hate Recordings e disponibile su tutti i digital store e su Spotify. Il brano rappresenta per lui un nuovo punto di partenza e si inserisce nel percorso che lo ha portato anche all’uscita di “Gabber For The Glory”, pubblicato da Break Neck Records. La sua musica si muove tra Hardstyle ed Early Hardcore, generi che fanno parte della sua vita fin da quando, a soli 12 anni, ha iniziato ad ascoltare l’Hardcore in tutte le sue sfumature. Da allora quella passione non lo ha più abbandonato. Prima l’ascolto, poi la scoperta degli artisti di riferimento, infine il desiderio di creare qualcosa di proprio. Un percorso costruito negli anni, con la curiosità di chi non si accontenta di restare spettatore e sente il bisogno di trasformare emozioni, esperienze e grinta personale in musica.
Malattia
Dietro il nome artistico, però, c’è soprattutto una vicenda personale intensa. Armando Domni nasce in Albania il 12 aprile 1987. A tre anni un’infezione al midollo spinale gli provoca una paraplegia mielitica. Nel 1991 arriva in Italia per curarsi e viene trasferito a Sondalo, all’Unità Spinale dell’Ospedale Eugenio Morelli. Tra i quattro e i sette anni trascorre lunghi periodi ricoverato. Sono anni difficili, nei quali impara molto presto a fare i conti con la propria quotidianità: spingere la carrozzina, alzarsi dal letto, gestire autonomamente tante situazioni. Esperienze che contribuiscono a formare il suo carattere, la sua forza e quella determinazione che ancora oggi porta nella vita e nella musica, per questo la sua storia non è soltanto quella di un artista che pubblica un nuovo singolo, ma quella di una persona che ha costruito passo dopo passo il proprio spazio. La consolle diventa così un luogo simbolico: non un punto di arrivo scontato, ma una conquista, uno spazio in cui affermare presenza, identità e libertà espressiva. L’Hardcore diventa così uno spazio in cui trasformare emozioni forti in suono. Energia, aggressività e potenza non come chiusura, ma come modo per reagire, per esprimersi e per costruire qualcosa di positivo. Una musica diretta, fisica, capace di restituire quella spinta interiore che spesso nella vita quotidiana resta compressa.
Commento
“Ringrazio molto Total Hate Recordings per la professionalità mostrata – racconta Dj Nando -. Ho voluto intitolare il brano Just Begin Demolition perché per me rappresenta l’inizio della demolizione: demolire la negatività, il parlar male, il pregiudizio. L’Hardcore mi dà la grinta per abbattere tutto questo e trasformarlo in qualcosa di positivo, con l’idea di costruire un nuovo presente”. Il suo obiettivo era mantenere il sound tipico dell’Hardcore, aggiungendo però una componente diversa. “Volevo conservare quella forza – spiega – ma inserendo anche positività e un pizzico di aggressività. La melodia non deve essere necessariamente cupa: anche dentro un genere abituato a “pestare” può esserci emozione”. La scelta del titolo, quindi, non è casuale. “Demolition” non significa distruggere per il gusto di farlo, ma abbattere ciò che pesa: il giudizio facile, le etichette, le barriere mentali, l’idea che una disabilità debba limitare sogni, ambizioni e possibilità professionali. Per Dj Nando la musica è prima di tutto condivisione. Non contano soltanto le etichette, le classificazioni o le evoluzioni dei generi. Conta ciò che un brano riesce a trasmettere e le persone che riesce a mettere insieme. La consolle, per lui, non è soltanto uno spazio tecnico, ma un luogo di relazione, dove energia e pubblico si incontrano. Attraverso il suo percorso, Armando vuole portare anche una riflessione sul rapporto tra disabilità, lavoro e passione. Non una denuncia contro qualcuno, ma un invito a normalizzare la presenza di una persona con disabilità anche in contesti come palchi, locali e consolle. Perché la possibilità di vivere la propria passione non dovrebbe dipendere dagli ostacoli fisici di un luogo. “Una persona con disabilità dovrebbe poter avere la possibilità di salire su un palco, suonare, lavorare e far ballare il pubblico senza che l’accessibilità del luogo diventi un ostacolo”, sottolinea. Il suo messaggio è semplice ma forte: creare condizioni accessibili non significa concedere qualcosa in più, ma permettere a ciascuno di esprimere il proprio talento. Anche in un ambiente come quello della musica elettronica, spesso associato a energia, movimento e grandi eventi, l’inclusione può e deve diventare normalità. “Just Begin Demolition” diventa così qualcosa di più di un titolo. È una dichiarazione d’intenti: cominciare a demolire ciò che crea distanza, negatività e pregiudizio. E farlo attraverso una musica potente, diretta, capace di trasformare la fatica in energia, la rabbia in movimento e una storia personale in un messaggio aperto a tutti.