Solenne cerimonia, sabato 3 ottobre, a Stazzona, dove sono stati inaugurati un piazzale e un monumento in memoria del tenente colonnello dei Carabinieri Paolo Cattalini, originario del luogo, morto tragicamente il 14 dicembre 1998 in un incidente di servizio in elicottero a Volpiano. Insieme a lui persero la vita anche il generale Franco Romano, il maresciallo Gennaro Amarinda e il maresciallo Giovanni Monda, uniti nello stesso tragico destino durante lo svolgimento del proprio dovere. La cerimonia, organizzata sotto l’egida del Comando provinciale dei Carabinieri, dal Club 105 Frecce Tricolori Valtellina e Valchiavenna, dalla delegazione di Sondrio dell’Anioc, dal Comune di Villa di Tirano e dall’azienda O.V.S. Villella Aerospace, ha visto la partecipazione della comunità locale, dei familiari, delle autorità civili, militari e religiose e della Fanfara dei Carabinieri di Milano. Ad aprire il momento commemorativo è stato il messaggio del ministro della Difesa Guido Crosetto, che ha ricordato come custodire la memoria di chi ha servito lo Stato significhi riconoscere il valore di una vita donata agli altri e consegnare alle nuove generazioni un esempio di responsabilità.
Sindaco
Particolarmente sentite anche le parole del sindaco di Villa di Tirano, Franco Marantelli Colombin, che ha parlato di un debito di gratitudine saldato dalla comunità nei confronti di Paolo Cattalini. “Questo piazzale e il monumento commemorativo che inauguriamo oggi non sono semplicemente uno spazio vuoto e un monumento di pietra – ha sottolineato il primo cittadino -. Sono un presidio di memoria viva”. Il sindaco ha ricordato Cattalini come un uomo partito da questa valle e capace di portare i valori della sua gente, “onestà, spirito di sacrificio e dedizione al lavoro”, fino ai vertici dell’Arma dei Carabinieri. Un esempio che, ha aggiunto, continuerà a guidare la comunità sui sentieri della giustizia, del dovere e della solidarietà. Nel corso della cerimonia è stato ribadito anche il legame con la famiglia del tenente colonnello, che ha portato con dignità il peso di un dolore mai cancellato. “Ricordare Paolo oggi – ha detto ancora Marantelli – significa stringersi attorno alla sua famiglia e dire che l’intera Villa di Tirano non dimentica”. A portare il saluto dell’Arma è stato il comandante provinciale dei Carabinieri, colonnello Giuseppe Bivona, mentre il generale di Divisione Regione Lombardia Giuseppe De Riggi, insieme al prefetto di Sondrio Anna Pavone, ha svelato il monumento avvolto dal Tricolore e la targa dedicata a Cattalini. Toccante anche il ricordo del generale Maurizio Mezzavilla, compagno di corso all’Accademia di Modena, che ha definito Paolo “intelligente, capace, legato alle sue radici”. Intenso il saluto della sorella Silvia Maria, che ha richiamato la canzone della sua vita, “L’immensità”, parole oggi idealmente scolpite accanto alla memoria di un uomo che ha lasciato un segno profondo. Da Stazzona si è levato così un omaggio corale, fatto di istituzioni, comunità, famiglia e Arma dei Carabinieri. Un tributo a Paolo Cattalini e, con lui, a tutti coloro che servono lo Stato con fedeltà.