Da ventotto anni, secondo Bernardo Gabriele Ferrari, sulla meridiana restaurata della Basilica della Madonna di Tirano manca lo gnomone, cioè l’asta che permette alla meridiana di funzionare. Dopo averlo segnalato più volte, il cittadino tiranese ha deciso di passare ai fatti, portando in Comune uno stilo di circa 50 centimetri, simile a quello che ritiene fosse l’elemento originario. “Io non mi chiedo cosa il Comune possa fare per me, ma cosa io possa fare per il Comune e per la mia chiesa”, scrive Ferrari, collegando l’episodio anche al dibattito sul rifacimento del sagrato della Basilica. Il senso del suo intervento è chiaro: prima delle grandi opere, occorre attenzione alle piccole cose, ai dettagli e alla memoria dei luoghi.
Storia
Da qui Ferrari ripercorre una lunga serie di segnalazioni fatte negli anni. Ricorda decorazioni scomparse o alterate durante i restauri della Basilica, il caso della Casa del Penitenziere, il portale settecentesco verso via Valgera, la croce trifogliata antica che avrebbe voluto vedere ricollocata, il traliccio di Santa Perpetua, poi rimosso, e la strada della chiesetta, dove dopo le sue proteste il cemento davanti all’ingresso venne sostituito con una sistemazione più rispettosa del contesto. Lo gnomone consegnato al Comune diventa così il simbolo di questa battaglia personale: un piccolo elemento, ma per Ferrari necessario a restituire completezza a una meridiana rimasta troppo a lungo incompiuta.