Il convegno

Latte di montagna, l’obiettivo HonestFood: il 40% del prezzo vada agli allevatori

Va riconosciuta una remunerazione equa per le difficoltose condizioni di produzione

Latte di montagna, l’obiettivo HonestFood: il 40% del prezzo vada agli allevatori
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Qual è il reale valore del latte di montagna? Quali sono i costi e le complessità che gli allevatori affrontano ogni giorno e come possono essere riconosciuti dal mercato? Le prime risposte a queste domande sono emerse dal convegno “Quanto vale il latte di montagna?”, svoltosi oggi, giovedì 22 ottobre 2026, a Chiuro, dove esperti, istituzioni e rappresentanti della filiera lattiero-casearia si sono confrontati sulle sfide e le opportunità per il latte prodotto in montagna.

Latte di montagna, l’obiettivo HonestFood: il 40% del prezzo vada agli allevatori

Promosso dall’associazione HonestFood, con il supporto di Fairtrade Italia, LIUC Business School e con il patrocinio del Comune di Chiuro, l’evento ha rappresentato una prima importante occasione di confronto e approfondimento sul ruolo strategico delle produzioni lattiero-casearie nelle aree montane, realtà che generano valore economico, sociale e ambientale ma che spesso si confrontano con maggiori costi produttivi e logistici.

Dopo i saluti del Sindaco di Chiuro, Tiziano Maffezzini, Giacomo Pedranzini, Presidente di HonestFood ha illustrato i primi progetti realizzati dall’associazione, che propone un ripensamento della filiera agroalimentare, ricercando un nuovo equilibrio tra l’agricoltura convenzionale e quella biologica, perseguendo maggiore equità e trasparenza lungo la filiera e accessibilità di prezzo al consumo.

Il progetto HonestFood/LIUC dedicato alla filiera dell’olio di oliva ha portato, dopo un intenso lavoro di studio e cooperazione, alla realizzazione del primo prodotto HonestFood in vendita nella grande distribuzione.

Roberta De Natale, Direttrice Qualità & Sostenibilità di Crai Secom S.p.A. – Food 5.0, ha anticipato che analogamente a quanto fatto per l’olio evo – che prossimamente sarà sugli scaffali Crai con una bottiglia certificata HonestFood – si lavorerà per sviluppare un disciplinare tecnico anche per il latte di montagna con l’obiettivo di ampliare il progetto anche a questa filiera.

“L’obiettivo è avviare un confronto e un percorso finalizzati a garantire che il 40% del prezzo allo scaffale del latte di montagna venga riconosciuto agli allevatori” ha auspicato Giacomo Pedranzini, annunciando la nuova ricerca sul sistema latte che sarà svolta dell’Osservatorio HonestFood-LIUC Business School.

“La sfida è creare maggior valore per ogni litro di latte prodotto, garantendo una maggiore remunerazione agli operatori della filiera, in primis agli agricoltori e allevatori, anche riducendo l’impatto ambientale e migliorando il benessere animale” ha spiegato Chiara Mauri direttrice dell’Osservatorio HonestFood-LIUC Business School.

Dopo l’inquadramento della situazione generale del latte a livello europeo e italiano data da Mirco De Vincenzi e Francesco Branchi di CLAL, testimonianze di filiere montane virtuose sono arrivate da Gabriele Seminario, Presidente di Alpe del Garda e Paola Pezzotti, Presidente CISSVA, che ha illustrato i numeri e le prospettive del latte di montagna lombardo, spiegando come “la zootecnia di montagna è un patrimonio straordinario, non tanto per i numeri quanto per il valore”.

Ma come valorizzare davvero questo patrimonio? Un possibile modello da seguire è stato quello illustrato da Paolo Pastore, Direttore Generale di Fairtrade Italia, che ha presentato l’esperienza Fairtrade/Max Havelaar in Francia dove il latte di montagna viene pagato 6 centesimi in più al litro.

Il campione di ciclismo Ivan Basso, due volte vincitore del Giro d’Italia e ora team manager alla guida di una squadra professionistica ha sottolineato analogie tra uno sport di fatica come il ciclismo e l’agricoltura e l’allevamento di montagna, dove “la fatica non viene considerata come qualcosa di negativo, ma come viatico necessario per ottenere risultati”.