“Est modus in rebus”, c’è una misura nelle cose. È da questa locuzione latina che Lorenzo Minniti, direttore artistico di Tirano Teatro, parte per raccontare lo spirito della nuova stagione teatrale 2026/2027, che prenderà il via martedì 17 novembre, alle 21, al Cinema Teatro Mignon, con “Rapsodia d’amore”, spettacolo di e con Corinna Grandi e Sergio Sgrilli. Cinque appuntamenti che, secondo Minniti, sono stati costruiti seguendo un preciso equilibrio tra linguaggi, proposte artistiche e pubblici differenti. Una programmazione che vuole offrire occasioni di divertimento e riflessione, mantenendo una propria identità e cercando di avvicinare al teatro anche nuovi spettatori.
Minniti
“La misura di questa stagione sta proprio nel saper rispettare i tempi e gli spazi, come accade in una battuta musicale”, spiega il direttore artistico, che individua nell’inclusione uno degli obiettivi principali della programmazione. “Il teatro deve chiamare, riunire e aggregare un pubblico diverso”. Un concetto che Minniti lega anche alla propria esperienza musicale, considerando il ritmo e la misura elementi fondamentali per costruire l’atmosfera di uno spettacolo e dare significato al rapporto tra tempo, luogo e azione. Proprio come nella musica, anche sul palcoscenico ogni elemento deve trovare la propria collocazione, contribuendo a creare un insieme armonico. La nuova stagione, sottolinea, “nasce da un lavoro condiviso e vuole mantenere una propria impronta, senza rinunciare alla capacità di sorprendere. Il teatro mi ha insegnato che non si può bluffare. Ogni sera il pubblico cambia, così come cambiano gli stati d’animo degli attori”. A differenza del cinema, sul palcoscenico non esiste la possibilità di ripetere una scena fino a ottenere il risultato desiderato: tutto accade davanti agli spettatori, in un rapporto diretto e irripetibile. È proprio questa dimensione a rendere il teatro un’esperienza particolare, nella quale la preparazione degli interpreti deve accompagnarsi alla capacità di adattarsi alle emozioni e alle situazioni di ogni rappresentazione. Da qui l’importanza di non cadere nella routine, cercando continuamente nuovi stimoli e nuove forme espressive. Per Minniti la tradizione rappresenta una base indispensabile, ma non deve trasformarsi in un limite alla creatività. “I maestri che ho avuto mi hanno insegnato a sorprendere sempre, a essere innovativi, propositivi e a guardare avanti”, ricorda il direttore artistico, convinto che la formazione debba offrire strumenti da assimilare e successivamente rielaborare attraverso l’esperienza personale. Una riflessione che riguarda anche la maturità degli interpreti. Secondo Minniti, un attore raggiunge spesso la propria piena consapevolezza artistica dopo molti anni di palcoscenico, quando esperienza, tecnica e sensibilità riescono a fondersi. Questo senza nulla togliere al talento delle nuove generazioni, chiamate a costruire nel tempo una propria identità.
Rassegna
La rassegna proseguirà dopo il debutto del 17 novembre con “Venerdì 13”, il 17 dicembre, “Forbici & Follia”, il 14 gennaio, “Closer”, il 29 gennaio, e “Ma che razza di Otello?”, il 18 febbraio 2027. Così l’assessore alla Cultura Isabella Ciapponi Landi: “Il teatro ha ancora oggi una forza particolare: quella di sottrarci, almeno per qualche ora, alla velocità e alla superficialità del quotidiano, per restituirci il tempo necessario a pensare, emozionarci, sorridere e guardare le cose da un’altra prospettiva. Con la stagione 2026/2027 vogliamo continuare a fare del teatro una parte importante della proposta culturale di Tirano, con spettacoli capaci di parlare a pubblici diversi e, nello stesso tempo, di accrescere la curiosità, la sensibilità e la consapevolezza della nostra comunità”.