Arte

Inaugurata la mostra delle opere di Bracchi

Allestita al MVSA e presso la sede di Confindustria Lecco e Sondrio, resterà aperta fino al prossimo 31 gennaio

Inaugurata la mostra delle opere di Bracchi
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La città di si è stretta venerdì  23 ottobre 2026 attorno ad uno dei più illustri figli della terra valtellinese, l’artista Luigi Bracchi (Tirano 1892 – Milano 1978), protagonista della storia dell’arte italiana del primo Novecento, in occasione dell’inaugurazione della mostra “Luigi Bracchi. L’eleganza discreta del Novecento”, promossa dall’agenzia di comunicazione Welcome in collaborazione con l’Archivio Luigi Bracchi di Milano e realizzata con il contributo e la collaborazione del Comune di Sondrio e di Confindustria Lecco e Sondrio, con il contributo di Regione Lombardia e del Consorzio dei Comuni del Bacino Imbrifero Montano dell’Adda, e il sostegno di Impresa Rigamonti e Acinque (sponsor tecnico Broker Insurance Group).

Inaugurata la mostra delle opere di Bracchi

Le 52 opere della mostra – allestita fino al 31 gennaio 2027 negli spazi al piano terra del Museo Valtellinese di Storia e Arte (MVSA) in via M. Quadrio, 27 e contemporaneamente presso la sede di Confindustria Lecco e Sondrio in piazza Cavour 1 – offrono una ritratto completo del percorso artistico di Luigi Bracchi, soffermandosi in particolare su alcuni dei temi a lui cari, a cominciare dal rapporto personale e artistico con la moglie Regina Cassolo Bracchi, nota nel mondo dell’arte semplicemente come Regina, protagoniste del secondo futurismo negli anni Trenta e del Movimento Arte Concreta (MAC) negli anni Cinquanta del Novecento.

Ad introdurre l’inaugurazione, svoltasi nella Sala Gianoli, è stata l’Assessore alla Cultura del Comune di Sondrio Marcella Fratta, che ha voluto sottolineare il valore della mostra: “La mostra nasce dalla proposta dell’agenzia Welcome e dalla collaborazione con la galleria Studiolo di Guido e Stefano Cribiori di Milano, depositaria dell’Archivio di Luigi Bracchi. – ha affermato – A questa proposta abbiamo aderito con grande entusiasmo perché vi abbiamo intravisto la possibilità di valorizzare un artista della terra valtellinese ma dalla visione internazionale, facendolo conoscere al grande pubblico. Il numero delle opere esposte e la selezione condotta ci restituiscono una retrospettiva completa, da cui emerge nella sua completezza il grande talento di questo pittore”.

A Giorgio Cortella, dell’agenzia Welcome, il compito di ricostruire la genesi del progetto: “Ogni esposizione nasce da incontri. E questa è frutto dell’incontro e dell’amicizia che si è generata con Stefano e Guido Cribiori, con cui abbiamo condiviso l’obiettivo di valorizzare un grande artista del Novecento forse fino ad oggi trascurato dalla critica o oscurato dalla grandezza della moglie Regina. Un artista che, qui, in questa mostra, nella Valtellina a cui è sempre stato legato, può trovare la sua più autentica consacrazione. L’accoglienza della proposta da parte del Comune di Sondrio e di Confindustria Lecco e Sondrio è stata la condizione che ci ha permesso, poi, di aggregare attorno a questo progetto Regione Lombardia e BIM dell’Adda, oltre ad altre aziende del territorio”.

“Abbiamo scelto con convinzione di sostenere la retrospettiva dedicata al pittore Luigi Bracchi e siamo lieti di ospitare una serie di opere nella sede di Sondrio dell’Associazione: è stato quasi naturale offrire il nostro contributo a un’occasione che permette di riscoprire un artista profondamente legato al territorio e di restituire alla comunità un patrimonio di sguardi e di memoria” ha evidenziato Marco Campanari, Presidente di Confindustria Lecco e Sondrio. “Con il supporto a questa iniziativa ci apriamo alla città e alla comunità in senso letterale, poiché i nostri spazi resteranno per l’occasione accessibili al pubblico, ma anche, e soprattutto, in un senso più ampio. Ospitare le opere nella nostra sede significa far incontrare mondi diversi, quello dell’impresa e quello dell’arte, insieme al pubblico dei visitatori, nella convinzione che il dialogo tra ambiti eterogenei sia fonte di arricchimento reciproco”.

“L’eleganza e il senso della misura sono gli aspetti che meglio caratterizzano Luigi Bracchi e la sua opera. – ha affermato Guido Cribiori, che insieme al fratello Stefano ospita nella galleria Studiolo di Milano l’Archivio Luigi Bracchi – È un eleganza e un senso della misura che nasce dalla sua profonda cultura e che si possono cogliere in tutte le molteplici fasi del suo percorso artistico e nei soggetti che maggiormente ispirano la sua opera: dai paesaggi valtellinesi a quelli del lago di Como e a Venezia, dagli autoritratti ai numerosissimi ritratti della moglie Regina, a cui è sempre stato legato da un rapporto sentimentale e artistico contrassegnato da un dialogo all’insegna del rispetto e della stima reciproca”.

“Valorizzare e far conoscere gli artisti del territorio è il progetto culturale che, con l’Assessore Marcella Fratta, il Comune di Sondrio in questi anni ha inteso realizzare. E questa mostra ben si colloca all’interno di questo progetto” ha esordito la storica dell’arte e curatrice Elena Pontiggia, che ha ripercorso il cammino personale e artistico di Bracchi: dal simbolismo al puntinismo, al secondo futurismo, al gruppo di Ritorno all’ordine di Margherita Sarfatti, al neocubismo. “Luigi Bracchi è un artista che, per tutta la sua vita, si muove tra una tendenza e l’altra senza mai volersi fino in fondo identificarsi in una di esse: a muoverlo è la costante ricerca della grazia, dell’armonia e della bellezza. Proprio questa costante ricerca della bellezza è la cifra identitaria della sua pittura: sia quando si dedica ai paesaggi della sua Valtellina, sia quando ritrae la moglie Regina, verso cui nutre una profonda ammirazione, ma che non gli impedisce di restare fedele a un suo proprio linguaggio”. “Bracchi è un pittore animato da una profonda spiritualità, velata da un senso di malinconia, per la consapevolezza della vita che passa” ha continuato Elena Pontiggia che, dopo aver evidenziato come “il catalogo di questa mostra rappresenta l’opera più completa su questo artista”, ha concluso: “Bracchi ha amato molto la Valtellina. Voi valtellinesi ricompensatelo per questo amore”.