Osservatorio congiunturale I dati di novembre indicano stabilità

Il presidente di Confindustria: "Si respira un’aria diversa rispetto al passato".

Osservatorio congiunturale I dati di novembre indicano stabilità
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I dati elaborati nell’ambito dell’Osservatorio rapido riguardante il mese di novembre mostrano un quadro di generale stabilità rispetto ad ottobre. Lo rivela l'indagine condotta dai Centro Studi di Confindustria Lecco e Sondrio e Unindustria Como. I principali indicatori esaminati fanno emergere un quadro orientato alla conservazione dei livelli. I giudizi prevalenti risultano infatti essere quelli di stabilità, ulteriormente confermata dalle indicazioni di diminuzione e di crescita che tendono a bilanciarsi.

La domanda

Sul versante della domanda si registrano andamenti stabili per circa un’azienda su due, sia per quanto riguarda gli scambi domestici, sia per l’export. Nel caso degli ordini interni è rilevabile una maggior incidenza di giudizi di rallentamento (29,5%) rispetto a quelli di crescita (19,4%). Per gli ordini oltre confine si registra invece un bilanciamento tra le aziende che segnalano una minor intensità delle richieste e quelle che comunicano un aumento. Permane anche la limitata visibilità sulla domanda, che per il 90% delle imprese risulta inferiore ai 3 mesi e per il 40% minore di un mese.

La produzione

L’attività produttiva è allineata alla domanda, con una prevalenza di giudizi di stabilità (60,5%) e indicazioni di aumento e diminuzione bilanciati. L’esame del grado di utilizzo degli impianti di produzione rivela un dato medio del 78%, confermando sostanzialmente quanto esaminato nell’ambito della precedente edizione dell’Osservatorio (80,1% in settembre).

Il fatturato e i pagamenti

Anche per il fatturato prevale la stabilità (42,7%). Si rileva tuttavia una maggior incidenza delle indicazioni di aumento (31,5%) rispetto a quelle di diminuzione (25,8%). Le previsioni per le prossime settimane, relative all’insieme degli indicatori, segnalano conservazione dei livelli per circa due imprese su tre (64,4%), a fronte di indicazioni di diminuzione (22,2%) che superano quelle di aumento (13,4%). Le situazioni di insolvenza e di ritardo dei pagamenti, che interessano quasi un’azienda su due, continuano a rappresentare elementi di criticità per le imprese. In novembre il fenomeno è considerato in peggioramento, rispetto ad ottobre, per quasi un’azienda su dieci (8%).

Rapporti con le banche e occupazione

I giudizi riguardanti i rapporti tra le imprese del campione e gli Istituti di credito delineano una situazione di generale stabilità delle condizioni; si registra tuttavia un incremento delle spese e delle commissioni bancarie per quasi un’azienda su cinque (19,3%). Sul fronte occupazionale è riscontrabile nuovamente un mantenimento dei livelli, confermato anche dalle previsioni per i prossimi mesi.

Osservatorio congiunturale: il commento

Il presidente di Confindustria Lecco e Sondrio Lorenzo Riva commenta: "L’osservatorio su novembre ci restituisce un quadro generalmente stabile, al quale non mancano comunque indicazioni di crescita. Nel complesso, dal confronto che abbiamo stabilmente con i colleghi imprenditori posso confermare che si respira un’aria diversa rispetto al passato e, certamente, improntata ad un maggiore ottimismo. Questo, complici anche i dati a livello di sistema Paese che, se non sono in netta ripresa, mostrano comunque l’inizio della risalita. Sicuramente il manifatturiero, che è uno dei motori di quella che speriamo di poter definire presto una rinascita, sta dimostrando quali siano le sue capacità di combattere le condizioni avverse e di cavalcare il miglior andamento dei mercati mondiali".

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