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Ruolo della Pubblica Amministrazione

Appello della CGIL: “Potenziare il servizio sociale in provincia di Sondrio per rafforzare la coesione sociale”

La Fp Cgil di Sondrio torna a parlare del ruolo degli assistenti sociali, quale nodo cruciale per rafforzare la solidarietà sociale.

Altro 17 Marzo 2021 ore 13:34

Nella settimana in cui si inserisce la giornata mondiale del Servizio sociale 2021, 16 marzo, La Fp Cgil di Sondrio torna a parlare del ruolo degli assistenti sociali, quale nodo cruciale per rafforzare la solidarietà sociale, specie in momenti drammatici e caratterizzati da smarrimento, esclusione sociale e solitudine, come quelli in cui stiamo vivendo.

Servizi sociali

“Nelle scorse settimane, la categoria del pubblico impiego di Sondrio ha avviato numerose e proficue interlocuzioni con gli Enti provinciali che gestiscono, in maniera associata, le funzioni demandate dalla legge 328/00, che affida ai Comuni associati le funzioni amministrative concernenti i servizi sociali. – Spiegano Michela Turcatti e Leonardo Puleri della Segreteria Provinciale FP CGIL di Sondrio Obiettivo dell’iniziativa: sensibilizzare le Amministrazioni sulle misure contenute nella legge di Bilancio 2021, che introduce importanti novità e risorse, strutturali, per il rafforzamento e il potenziamento dei servizi sociali, fornendo contestualmente l’opportunità di costruire una rete strutturale del servizio sociale professionale. Un investimento che dovrebbe orientare tutte le amministrazioni a raggiungere il valore soglia di professionisti per abitanti, anche e soprattutto stabilizzando il personale precario”.

“Si tratta di un notevole passo in avanti, a 20 anni dalla legge 328, che consente di stabilizzare i servizi sociali, ne sostiene le necessità di strutturazione, indica le modalità per l’avvio della stabilizzazione del personale precario, oltre che al potenziamento, ex-novo, dei servizi sociali territoriali”, spiega Leonardo Puleri.“Nella nostra realtà provinciale – prosegue Puleri -, gli Uffici di Piano mandamentali hanno da tempo e prevalentemente operato una scelta di continuità e stabilità al personale e quindi, (in)direttamente, alla presa in carico del territorio, in un’ottica di potenziamento e di internalizzazione di servizi, azioni e prestazioni la cui natura pubblica è preminente rispetto a qualsiasi logica di esternalizzazione”, prosegue il sindacalista dalla sede di via Torelli.

Ruolo della Pubblica Amministrazione

 

“Riteniamo che il Servizio Sociale non sia una professione in saldo e denunciamo, da tempo, gli abusi e le distorsioni a cui conduce la pratica, sempre più diffusa e pervasiva, delle esternalizzazioni che determinano un graduale arretramento e snaturamento della funzione, a evidente ragione pubblica, di taluni servizi – sottolineano la Segretaria generale della categoria, Michela Turcatti, e Leonardo Puleri -; tali “pratiche” producono, de facto, una sostanziale squalifica e un depotenziamento del ruolo della Pubblica Amministrazione che delega funzioni proprie. Siamo fermamente convinti che assicurare i compiti del Servizio Sociale Professionale come livello essenziale in capo all’Ente Pubblico significhi garantire qualità, continuità e omogeneità dell’azione amministrativa a favore dei cittadini e delle comunità amministrate”.

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