Orgoglio nazionale

Milano Cortina 2026: Livigno protagonista ai Giochi Olimpici tra sport, reputazione e turismo di qualità

Dal Media Hub del Fan Village emerge la visione post-Olimpiadi: competitività internazionale, eredità sostenibile e collaborazione con Bormio per rafforzare il posizionamento di Livigno nel panorama degli sport invernali.

Milano Cortina 2026: Livigno protagonista ai Giochi Olimpici tra sport, reputazione e turismo di qualità

Nell’ultima settimana dei Giochi Olimpici di Milano Cortina 2026, il Media Hub del Fan Village ha ospitato “Una chiacchiera con Livigno”, un momento di confronto istituzionale che ha rappresentato non solo un bilancio dell’esperienza olimpica, ma soprattutto un’occasione per delineare con chiarezza la direzione futura della località nel panorama degli sport invernali internazionali. In un contesto di straordinaria visibilità globale, il territorio ha voluto condividere una riflessione ampia sul rapporto tra sport di alto livello, reputazione e sviluppo turistico.

L’incontro ha riunito Flavio Roda, Presidente della Federazione Italiana Sport Invernali, Luca Moretti, Presidente Livigno Next, Carlo Mornati, Segretario Generale del CONI, e Dario Da Zanche, Presidente della Fondazione Bormio, evidenziando la solidità del sistema sportivo e territoriale e la crescente centralità di Livigno nello scenario alpino.

Forza e competitività

Flavio Roda ha inquadrato il momento dal punto di vista federale, sottolineando la forza e la competitività del movimento italiano nel suo complesso e richiamando l’importanza del percorso costruito negli ultimi mesi anche attraverso la Coppa del Mondo di sci alpino disputata a Livigno.

“La Federazione Italiana Sport Invernali rappresenta undici discipline e oggi possiamo affermare di essere competitivi in quasi tutte. È sempre l’atleta a fare la differenza nel momento decisivo, ma ciò che conta è arrivare preparati, motivati e consapevoli di potercela giocare. La Coppa del Mondo di sci alpino organizzata a Livigno è stata un passaggio significativo: la località ha dimostrato di saper gestire un grande evento internazionale, non solo sotto il profilo tecnico, ma anche organizzativo e logistico.

Tutti gli atleti sono arrivati con questa responsabilità e Livigno ha confermato di poter offrire non solo una gara di alto livello, ma un evento complessivo di respiro internazionale, con una visione che guarda anche al futuro del calendario”.

Un riconoscimento che rafforza la credibilità della località come sede stabile di appuntamenti di primo piano.

Nel suo intervento, Luca Moretti ha orientato la riflessione sull’eredità olimpica in chiave identitaria e di lungo periodo. L’esposizione internazionale generata dai Giochi rappresenta un’opportunità straordinaria, ma anche una responsabilità nei confronti della comunità e del modello di sviluppo della destinazione.

“Stiamo vivendo un momento di visibilità globale senza precedenti. Questa risonanza impone una scelta chiara: non snaturarci per inseguire i numeri. L’eredità olimpica non può tradursi in una corsa all’incremento indiscriminato dei flussi, ma deve rafforzare il nostro posizionamento. La direzione è la qualità. Vogliamo continuare a proporre la nostra anima autentica: l’alta montagna vera, la neve garantita, un’enogastronomia di livello, esperienze curate e coerenti con la nostra identità. Non cerchiamo un turismo generico, ma ospiti che scelgano Livigno per ciò che è e che ne comprendano il valore”.

Un’impostazione che mette al centro la sostenibilità del modello turistico e la volontà di evitare dinamiche di sovraffollamento, puntando invece su un turismo consapevole e coerente con l’identità alpina della località.

Orgoglio nazionale

Carlo Mornati ha quindi evidenziato il valore sistemico del Centro di Preparazione Olimpica e l’impatto delle medaglie non solo in termini sportivi, ma culturali e reputazionali.

“Per la grande maggioranza degli italiani il risultato olimpico ha un significato profondo: è orgoglio nazionale e reputazione internazionale. Le medaglie sono anche uno straordinario strumento di induzione allo sport per i giovani. Qui a Livigno può accadere che un ragazzo si alleni accanto a un campione olimpico come Gregorio Paltrinieri. Questa prossimità tra sport di vertice e pratica quotidiana è un valore unico. La solidità del movimento nasce da programmazione e strutture adeguate, e Livigno rappresenta una realtà chiave per efficienza, qualità e capacità organizzativa”.

Un modello in cui preparazione d’élite, sport diffuso e attrattività territoriale si integrano in modo virtuoso.

Collaborazione

A chiudere il confronto, Dario Da Zanche ha richiamato il valore della dimensione territoriale, evidenziando come la collaborazione tra Livigno e Bormio rappresenti un punto di forza distintivo nel panorama alpino.

“La parola chiave è condivisione. Pochi territori possono vantare, nel raggio di pochi chilometri, eccellenze come Livigno e Bormio. La sfida è lavorare insieme senza snaturare le rispettive identità: Livigno con la propria vocazione e Bormio con la propria storia. È nella complementarità che si costruisce un sistema alpino solido e competitivo”.

Dalla conferenza è emersa una visione chiara e condivisa: l’esperienza olimpica rappresenta un acceleratore di posizionamento e un’opportunità di consolidamento strutturale. Alta performance sportiva, reputazione internazionale, qualità dell’offerta e coerenza identitaria costituiscono oggi un unico ecosistema. Livigno si conferma così una destinazione capace di coniugare sport, autenticità e visione strategica, rafforzando il proprio ruolo tra le principali destinazioni turistiche invernali.