Regione Lombardia istituisce il Comitato di Indirizzo Grandi Carnivori, un nuovo organismo di coordinamento che riunisce gli attori istituzionali coinvolti nella gestione, nel monitoraggio e nella prevenzione di eventuali danni legati alla presenza di grandi predatori. Il Comitato, presieduto dall’assessore al Territorio e Sistemi verdi di Regione Lombardia Gianluca Comazzi, si è riunito oggi , mercoledì 11 marzo 2026, per la prima volta, dando ufficialmente avvio alle proprie attività.
Nasce il Comitato di Indirizzo Grandi Carnivori
All’incontro, coordinato dall’Assessore regionale al Territorio e Sistemi Verdi Gianluca Comazzi, hanno partecipato i Comandi di Polizia Provinciale lombardi, il Comando regionale dei Carabinieri Forestali, ERSAF e i Presidenti dei Parchi regionali interessati dal fenomeno. Presente anche il Presidente della Commissione speciale Montagna e Coordinatore del Gruppo di lavoro regionale sui grandi carnivori Giacomo Zamperini.
«Ringrazio l’Assessore Regionale al Territorio e Sistemi Verdi, Gianluca Comazzi e tutte le istituzioni coinvolte – ha dichiarato Zamperini – perché finalmente la gestione dei grandi carnivori viene affrontata con un coordinamento strutturato. Fino a pochi anni fa il tema era marginale, oggi coinvolge concretamente molte comunità montane e rurali della Lombardia. Per anni i dati sulla presenza dei grandi carnivori non sono stati comunicati ai territori, generando incomprensioni e allarmismi. Ora è fondamentale costruire un rapporto di fiducia con cittadini e allevatori: il monitoraggio funziona solo se condiviso con chi vive e presidia quotidianamente il territorio. Forze dell’Ordine, associazioni e comunità locali devono collaborare».
Zamperini ha inoltre evidenziato la necessità di rafforzare gli indennizzi e sostenere gli allevatori: «Quando un capo viene predato non si tratta solo di un danno economico, ma anche affettivo. Le istituzioni devono ascoltare e fornire risposte concrete».
Tra le iniziative recenti di Regione Lombardia spicca lo sviluppo della nuova app “Grandi Carnivori”, che sarà operativa nei prossimi mesi e destinata agli addetti ai lavori per il monitoraggio della specie. Grazie all’app sarà possibile segnalare e documentare in tempo reale avvistamenti e tracce sul territorio. È stata inoltre annunciata la costituzione di un Tavolo di confronto con gli stakeholder, che coinvolgerà associazioni ambientaliste, rappresentanti del mondo venatorio, organizzazioni agricole e altri soggetti interessati, con l’obiettivo di ampliare il dialogo oltre l’ambito istituzionale e raccogliere indicazioni, proposte e contributi utili alla definizione delle future politiche regionali.
«Serve inoltre un coordinamento stabile con le regioni confinanti e con la Svizzera, per evitare duplicazioni e garantire strategie comuni di gestione. L’obiettivo è arrivare a un piano di gestione comune, condiviso con le regioni alpine e confinanti, che consenta di pianificare interventi coordinati e prevenire criticità sul territorio. Solo con prevenzione, monitoraggio avanzato e collaborazione istituzionale possiamo tutelare la biodiversità e garantire sicurezza e protezione delle attività economiche nei territori montani», ha concluso Zamperini.
Sul piano operativo, durante la riunione di oggi è stata annunciata la costituzione di un tavolo di confronto con gli stakeholder che coinvolgerà associazioni ambientaliste, rappresentanti del mondo venatorio, organizzazioni agricole e altri soggetti interessati. L’intento è estendere il dialogo oltre la dimensione istituzionale, favorendo un confronto aperto e costruttivo con i portatori di interesse per raccogliere indicazioni, proposte e contributi utili alla definizione delle future politiche regionali in materia.
“La gestione dei grandi carnivori – ha commentato l’assessore Comazzi – è un tema importante e va affrontato con serietà, metodo e capacità di ascolto. Con l’istituzione del Comitato vogliamo mettere attorno allo stesso tavolo gli attori istituzionali coinvolti per rafforzare il coordinamento, migliorare il monitoraggio e costruire strategie condivise che consentano di conciliare la tutela della biodiversità con la difesa delle attività economiche e delle comunità locali. Allo stesso tempo vogliamo coinvolgere anche gli stakeholder, perché solo attraverso il dialogo possiamo individuare soluzioni efficaci e durature”.