I pascoli alpini della Valtellina sono al centro del progetto “Soil”: OurInvisibleAlly”, cofinanziato dal Programma Interreg Spazio Alpino 2021-2027, che vede impegnato il Parco delle Orobie Valtellinesi a fianco di enti, università e istituti di ricerca di cinque Paesi dell’arco alpino.
Ricercatori da tutto l’arco alpino in Valtellina
Realizzato con l’Università dell’Insubria, prende in esame la capacità del suolo di fungere da fonte o, viceversa, da serbatoio di carbonio e quindi di contrastare quella che è una problematica più che mai attuale, ovvero l’emissione di anidride carbonica in atmosfera.
La settimana scorsa, per il meeting dei partner, i ricercatori del progetto, provenienti da Slovenia, Germania, Austria, Italia e Francia, si sono ritrovati ad Albaredo per San Marco e a Morbegno per fare il punto sull’attività sin qui svolta e confrontarsi sulle prossime azioni. Hanno raggiunto il Passo San Marco per vedere sul campo le attività di campionamento che si sono svolte la scorsa estate: i primi dati dimostrano che il suolo a copertura prateria costituisce un più efficiente serbatoio di carbonio rispetto al suolo a copertura arbustiva. L’obiettivo del progetto è quello di fornire gli strumenti adeguati per intervenire a favore di una gestione sostenibile del suolo, per salvaguardarne i servizi ecosistemici e la biodiversità a fronte del degrado causato da un uso eccessivo delle risorse e dai cambiamenti climatici.
Per il Parco, ospitare un evento scientifico di tale portata ha rappresentato un’opportunità straordinaria di crescita, confronto e valorizzazione del territorio. Essere punto di riferimento e snodo di ricerca per esperti e partner internazionali conferma il ruolo centrale dell’area protetta non solo come custode della biodiversità, ma anche come laboratorio a cielo aperto attivo nella lotta al cambiamento climatico e nella promozione di strategie di tutela ambientale di respiro globale.