Venerdì sera, nell’atelier di Valerio Righini al Cantun, a Madonna di Tirano, si è tenuta una serata molto partecipata dedicata all’arte sacra valtellinese. Il pubblico, come racconta Bernardo Gabriele Ferrari, era particolarmente numeroso, tanto da riempire completamente gli spazi dell’atelier. Dopo aver ricevuto gli auguri di buon compleanno, Righini ha fatto gli onori di casa presentando Francesca Bormetti, storica dell’arte nata a Bormio, laureata in Lettere a Pavia nel 1995 e autrice di numerose pubblicazioni storiche, tra cui il volume dedicato al Santuario della Madonna di Tirano. La conferenza si è trasformata in un lungo e appassionato viaggio nella religiosità popolare e nell’arte sacra della valle. Bormetti ha aperto l’incontro con una carrellata di immagini e filmati dedicati alle processioni in diversi paesi della Valtellina, da Livigno a Tresivio, con riferimenti anche alla Valchiavenna.
Intervento
Al centro dell’intervento, frutto di uno studio imponente, le statue e i manichini lignei diffusi nelle chiese del territorio. Attraverso numerose slide, la relatrice ha mostrato Madonne scolpite in legno dipinto e manichini destinati a essere rivestiti con tessuti preziosi, in un percorso che dal Cinquecento arriva fino ai giorni nostri. Si tratta di un patrimonio spesso poco conosciuto, soprattutto da chi non ha mai partecipato alle processioni o non ha avuto occasione di osservare da vicino questi manufatti. Bormetti ne ha illustrato il valore artistico, storico e devozionale, restituendo dignità a una forma di arte sacra legata alla fede, alla tradizione e alla vita delle comunità. Ferrari sottolinea anche la mole del lavoro editoriale presentato dalla studiosa, definendolo un volume imponente, ricchissimo di materiali, immagini e riferimenti. Un’opera che testimonia anni di ricerca e attenzione per un patrimonio diffuso ma fragile, da conoscere e tutelare. Durante la serata è stato ricordato anche Bruno Ciapponi Landi, padre dell’assessore alla Cultura Isabella Ciapponi Landi, presente in sala, per aver segnalato una Madonna nella chiesa di San Bernardo in Val di Rezzalo e per il ruolo di collegamento con studiosi del settore. La conferenza si è conclusa dopo quasi due ore, seguite da un lungo applauso del pubblico.