Si è tenuto ieri pomeriggio, 8 giugno 2026 a Sondrio, l’evento formativo “Allenare la salute: corpo, mente e resilienza tra sport e vita lavorativa”, organizzato da ATS della Montagna per i propri dipendenti. Circa 60 tra iscritti e presenti hanno preso parte a un pomeriggio che ha scelto un formato non convenzionale: niente lezioni frontali, ma un dialogo aperto tra professionisti della sanità pubblica, atleti olimpici e testimoni interni all’organizzazione.
Allenare la salute: un evento con Elisa Confortola e Luca Spechenhauser
Il filo conduttore dell’iniziativa — voluta dal Direttore Generale Monica Anna Fumagalli e coordinata sul piano scientifico dal Direttore Sanitario Chiara Radice — era la salute intesa non come condizione da preservare passivamente, ma come competenza da costruire nel tempo: attraverso metodo, disciplina e capacità di adattamento. Un approccio che lo sport ad alto livello conosce bene e che, nel 2026, ha trovato nel territorio valtellinese una cornice simbolicamente rilevante, dopo l’esperienza delle Olimpiadi Invernali di Milano Cortina.
Protagonisti d’eccezione dell’incontro sono stati Elisa Confortola e Luca Spechenhauser, entrambi di Bormio e tra i protagonisti di Milano Cortina 2026 nello short track. Confortola, classe 2002, ha conquistato l’oro nella staffetta mista e l’argento nella staffetta femminile; Spechenhauser, classe 2000, ha ottenuto l’oro nella staffetta mista e il bronzo nella staffetta maschile.
Dialogando con il Direttore Sanitario Radice, i due atleti hanno condiviso la propria esperienza su temi che vanno oltre la dimensione sportiva – per altro ben radicata nel territorio della montagna che si presta a valorizzare il patrimonio di una tradizione legata alla natura che tempra il carattere -: la gestione della pressione competitiva, il rapporto con l’errore e la sconfitta, la costruzione della motivazione nel tempo lungo, l’equilibrio tra performance e cura di sé. Un confronto che ha offerto ai dipendenti di ATS strumenti di lettura concreti, applicabili alla propria quotidianità professionale
La seconda parte del pomeriggio ha dato voce a due figure interne ad ATS della Montagna, a dimostrazione che la cultura sportiva non è patrimonio esclusivo dei professionisti dell’agonismo.
Alessandro Piani, ingegnere gestionale in forza all’Ufficio Tecnico e presidente della Polisportiva Albosaggia, ha portato la propria esperienza nell’ultramaratona — tra cui il Tor des Géants (330 km sulle alte vie della Valle d’Aosta) e quattro edizioni della Maratona dell’Engadina — per riflettere sul valore degli obiettivi di lungo periodo e del lavoro di squadra, sia sul campo che nell’organizzazione.
Lo stesso Direttore Generale Fumagalli ha condiviso il proprio percorso sportivo — maratone, ciclismo, trent’anni di continuità nell’albo degli avvocati parallelamente alla carriera in sanità pubblica — per riflettere sulla flessibilità come competenza strategica e sulla motivazione come atto di leadership, non di gestione.
A chiudere i lavori, la presentazione delle attività che ATS della Montagna mette in campo concretamente per promuovere la salute: gruppi di cammino, screening con unità mobile, programmi aziendali di welfare. Un ancoraggio operativo, illustrato dalla dott.ssa Stefania Bellesi insieme a Sebastiano Pocchi, psicologo, e Federico Geronimi, chinesiologo, che ha tradotto in azioni misurabili i temi affrontati nel corso del pomeriggio.
«Abbiamo scelto un formato volutamente diverso da quello a cui si è abituati nei contesti formativi – ha dichiarato Monica Anna Fumagalli, Direttore Generale di ATS della Montagna – Volevamo che i nostri dipendenti non ricevessero contenuti, ma li vivessero. Lo sport ci ha offerto un linguaggio comune — quello della disciplina, della resilienza, della cura di sé — che appartiene anche alla nostra professione. Portare qui Elisa e Luca, ragazzi del nostro territorio che pochi mesi fa erano sul podio olimpico, è stato il modo più diretto per dire: questi strumenti funzionano, e non appartengono solo alla pista di ghiaccio».