Il Comitato Popolare per la messa in sicurezza del Poschiavino “esprime soddisfazione per la ripresa delle iniziative per trovare la giusta soluzione all’annoso problema riguardante la messa sicurezza del quartiere a cominciare dal rifacimento del ponte la cui inadeguatezza è stata la vera causa dei tragici eventi dell’alluvione del 1987. Richiesta, per la realizzazione di un nuovo ponte a campata unica sulla strada Ss 38 sul torrente Poschiavino già avanzata ben 3 anni fa dalla amministrazione Spada del Comune di Tirano e dall’attuale amministrazione del Comune di Villa, sindaco Marantelli”. Nella stessa si dice testualmente “nello stato di fatto è possibile che si possa ripetere la esondazione del torrente Poschiavino, come avvenuto nel luglio del 1987, con la ostruzione della sezione idraulica causata dal trasporto solido accompagnato da piante sradicate e ramaglie. Gli interventi programmati da Anas per la manutenzione straordinaria del ponte non vengono a modificare la situazione di criticità della sezione idraulica dovuta alla presenza della pila in alveo accentuata inoltre dalla geometria del torrente il cui asse ha un angolo di incidenza di 60 gradi con il ponte nel tratto a monte della Ss 38”.
Necessità
Inoltre “la lettera ribadisce con forza la necessità di un nuovo approccio, alla luce dei cambiamenti climatici e fenomeni estremi, per il dimensionamento delle opere di difesa del territorio, soprattutto nel caso di situazioni con sezioni idrauliche già critiche allo stato attuale, come quelle sul torrente Poschiavino. Non ci tranquillizzano per nulla l’esito dei nuovi studi geologici in cui si afferma che non esiste nessun pericolo idrogeologico. La nostra incolumità e quella delle nostre case dipendono da una seria e ponderata valutazione del rischio, se qualcuno dice che il rischio non sussiste si assume una grave responsabilità. Comunque rimaniamo in attesa della convocazione da parte dell’amministrazione comunale come preannunciata dal sindaco. Siamo certi che si raggiungerà una soluzione condivisa rispondente a quanto indicato nella petizione popolare firmata da quasi 800 cittadini tiranesi”.