Il dibattito

Concessioni, il Comitato Grande Idroelttrico: Avevamo ragione noi

"Il test ha funzionato non possiamo inventarci strade che non ci sono"

Concessioni, il Comitato Grande Idroelttrico: Avevamo ragione noi
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“L’assegnazione della concessione Codera Ratti Dongo con gara pubblica dimostra quello che il Comitato ha sempre sostenuto: le concessioni valgono di più di quanto viene dato oggi ai territori, con la gara si spuntano condizioni migliori, il concessionario uscente con offerte congrue può mantenere la concessione. Quindi bene c’è una strada che funziona, alternativa esistente è il pubblico privato che potrebbe anche andare meglio”.

A sostenerlo dopo l’assegnazione provvisoria delle concessioni scadute tra Valchiavenna e Alto Lago è il Comitato Grande Idroelettrico che da sempre indica le gare come via per garantire ai territori maggiori ritorni ambientali ed economici. Un intervento che segue quelli di Legambiente e del Partito Democratico.

Concessioni, il Comitato Grande Idroelttrico: Avevamo ragione noi

“L’assessore Sertori – aggiunge il Comitato in una nota – ha detto che bisogna affiancare alle gare la cosiddetta quarta via, cioè la trattativa diretta col concessionario uscente, perché le gare sarebbero troppo complesse e lente. E’ una retromarcia di natura politica. Se la gara funziona perchè tornare indietro?

I numeri di questa gara dicono il contrario e sono semplici:

1. Gara. La Regione aveva messo una base di 57 milioni di investimenti e 1,5 milioni all’anno di canoni per i territori. Con 5 offerte in gara, si è arrivati a oltre 150 milioni di investimenti e 3,1 milioni all’anno di canoni. Il doppio per i Comuni.
2. Trattativa diretta. Senza gara, non c’è nessuno che rilancia. Il concessionario uscente offre la base, perché non ha motivo di offrire di più. Non è cattiveria, è logica di mercato. Se sono da solo, perché dovrei pagare il doppio?
3. Perché la quarta via non va bene. Non va bene perchè oggi non è praticabile, di fatto non esiste come alternativa praticabile, le normative italiane ed europee non lo consentono.

L’Italia si è impegnata inoltre con il Pnrr ad indire le gare. La Costituzione e l’Europa chiedono per i beni pubblici come l’acqua trasparenza e concorrenza. La trattativa diretta col vecchio concessionario toglie la concorrenza e quindi toglie soldi ai territori. A nostro parere rischia di essere contro l’articolo 43 della Costituzione e contro le regole europee sulla concorrenza, che impongono la gara per le concessioni di questo valore.

In sintesi: la gara è lunga, è vero, ma porta a casa il doppio per i nostri Comuni. Società pubblico privata sarebbe anche meglio. La trattativa diretta invece non esiste, oggi non è praticabile ne compatibile con le leggi”.