Un viaggio tra escursioni epiche, filosofia, ricerche, scoperte scientifiche sulla atmosfera e la fisiologia ad alta quota, sul Mal di Montagna AMS Acute mountain sickness, e ancora la consapevolezza della complessità del corpo umano, dei limiti, per conoscersi, per aiutare l’altro. Un team d’eccezione, convocato da Maria Albina Andreola, assessore: Annalisa Cogo, docente Università Ferrara (spedizione sull’Aconcagua, Argentina), Giancelso Agazzi, Società Italiana Medicina di Montagna (spedizione in Lukkasar, Pakistan), Gianpiero Verza guida alpina in Tibet, Himalaya e narratore. Per loro “le montagne furvesi sono luoghi del cuore”.
Corpo
Affascinante ascoltare come il corpo umano si adatta all’alta quota, laddove diminuiscono pressione atmosferica, densità dell’aria, umidità, temperatura; dalle prime narrazioni dei monaci ad oggi, le macchine iperbariche, attraverso figure di fisiologi e alpinisti pionieri negli studi: Denise Jourdanet, Nathan Zuntz, Paul Bert, Angelo Mosso, Alexander Kella, Rodolfo Margaria. Le prime narrazioni sono dei greci ma non parlano di mal di montagna. Punto importante: AMS colpisce solo stranieri non i residenti che hanno sviluppato capacità adattive. Il mal di montagna grave sfocia in edema polmonare HAPE o cerebrale HACE. Verza, che nel suo mestiere sa affrontare il trattamento e pianificare l’evacuazione, propende per acclimatazioni costanti piuttosto che farmaci. “La nostra comprensione della natura è ancora limitata, dobbiamo insistere, essere sensibili e mai dimenticare di guardarla con amore”.