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“Dimenticati nelle riaperture”, i giostrai protestano

Potranno tornare alle loro attività solo dal primmo luglio.

Attualità 01 Maggio 2021 ore 08:29

La notizia della protesta dei giostrai è riportata da PrimaMilanoOvest.it, protesta dei giostrai: venerdì 30 aprile 2021, il corteo dei camion sulle maggiori strade statali, tangenziali e autostrade di Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna, Toscana, Puglia e Sardegna.

 

Protesta dei giostrai

Tra i punti di raccolta degli esercenti dello spettacolo viaggiante che si accingevano a dare il via a una manifestazione che inevitabilmente causerà disagi agli automobilisti, ieri mattina c’era anche Legnano.

Gli esercenti dei luna park della zona (ma qualcuno è arrivato anche da Novara) si sono infatti dati appuntamento di buon’ora nell’area di piazza Primo maggio, che da più di cento anni nel mese di ottobre accoglie le giostre e nel quale da oltre sei mesi 65 famiglie, per un totale di circa 260 persone, sono bloccate dalle restrizioni dovute alla pandemia.

“Siamo stanchi di essere la cenerentola del comparto culturale”

A spiegare i motivi della protesta, tra decine di camion pronti a partire per invadere pacificamente le tangenziali milanesi, era presente Ferdinando Uga, presidente nazionale Anesv-Agis, l’associazione nazionale degli esercenti degli spettacoli viaggianti.

“La nostra protesta è partita il 26 marzo, quando abbiamo fatto una manifestazione in tutte le piazze più importanti d’Italia portando il sorriso, la tradizione e la nostra arte. Non è bastato, non ci hanno ascoltato. E il governo ha fissato le riaperture per l’1 luglio: è per noi una tragedia, perché per mettere in piedi un impianto ci vuole un mese di burocrazia solo con i Comuni.

Oltretutto non riusciamo a capire perché attività al chiuso, sempre del nostro comparto che è quello culturale, riapriranno, mentre noi all’aperto non possiamo lavorare: questa è una discriminazione che non ci spieghiamo. Si pensi poi che il comparto dell’intrattenimento, da quando è ripartito l’anno scorso per pochi mesi, non ha avuto neanche un contagio, quindi la decisione di far slittare così avanti la riapertura è del tutto irrazionale e priva di argomentazioni basate su evidenze scientifiche .

Abbiamo  protocolli e delle linee guida molto severi per le ripartenze: ogni volta che montiamo, smontiamo e cambiamo città veniamo sottoposti a una verifica da parte della Commissione provinciale di vigilanza, della quale fa parte anche l’Asl. Siamo la categoria più controllata e allo stesso tempo più dimenticata. Siamo stanchi di essere la cenerentola del comparto culturale”.

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