Una piazza Basilica gremita, il Santuario al centro della preghiera e una comunità raccolta attorno alla sua festa più cara. Tirano ha celebrato martedì 29 settembre la 522ª Festa dell’Apparizione della Madonna al beato Mario Omodei, appuntamento che ogni anno richiama fedeli, pellegrini, sacerdoti, autorità e associazioni da tutta la provincia. Circa duemila persone hanno partecipato alla celebrazione, vissuta tra raccoglimento, tradizione e gratitudine. A presiedere la Messa è stato monsignor Daniele Salera, vescovo di Ivrea, chiamato a sostituire il cardinale Oscar Cantoni, ancora in convalescenza dopo i problemi di salute delle scorse settimane. Per Salera si è trattato di un ritorno carico di significato. Pur essendo nato e cresciuto a Roma, il vescovo di Ivrea ha radici valtellinesi, da parte di padre, a Dazio. Proprio questo legame ha reso ancora più intenso il suo saluto alla comunità tiranese. “Quando il vescovo Oscar mi ha chiamato per propormi di presiedere questa celebrazione – ha ricordato – sono stato colto da tanta gioia e da profonda gratitudine. Sin da bambino, infatti, sono sempre venuto a Tirano per invocare la protezione della Beata Vergine Maria”.
Omodei
La festa ha riportato al centro il significato dell’Apparizione del 1504, quando la Madonna apparve al beato Mario Omodei chiedendo la costruzione di un tempio in suo onore. Da allora la Basilica è diventata uno dei luoghi più importanti della fede valtellinese, meta di pellegrinaggi durante tutto l’anno, dall’Italia e dall’estero. Nell’omelia, partendo dal brano evangelico del ritrovamento di Gesù tra i dottori del tempio, monsignor Salera ha invitato i fedeli a guardare a Maria come guida verso una conversione autentica. In un tempo segnato da guerre, divisioni, ingiustizie e ricerca del benessere materiale, il vescovo ha richiamato la forza della debolezza evangelica, ricordando che proprio attraverso l’umanità ferita può manifestarsi la potenza di Dio. Salera ha citato anche la recente visita di Papa Leone XIV alla grotta di Lourdes, sottolineando come Maria continui a ricordare all’uomo la grandezza della propria vocazione, non solo alla vita terrena ma anche alla vita eterna. “Maria, che qui riconosciamo come madre protettrice e portatrice di tante grazie – ha detto il vescovo – ci conceda questa consapevolezza nuova. E ci conceda il dono della conversione”. Al termine della celebrazione ha preso la parola il rettore del Santuario, don Giuseppe Romanò, che ha ringraziato i presenti, i sacerdoti concelebranti, i canonici del capitolo e tutti coloro che hanno collaborato alla preparazione della festa e della Novena. Tra i ringraziamenti anche quello rivolto a don Ferruccio Citterio, applaudito per il lavoro di coordinamento della Novena, insieme a don Battista Rinaldi, monsignor Andrea Caelli e don Federico Pelicon. La giornata ha visto la presenza di numerose autorità civili e religiose.