Valfurva

I 70 anni del Soccorso Alpino furvese

Una serata voluta da Mirco Bertolina, soccorritore e vicepresidente Pro loco, per raccontare l’attività di un gruppo fondamentale.

I 70 anni del Soccorso Alpino furvese

“Dentro il Soccorso Alpino: la stazione di Valfurva si racconta”. Il CNSAS, Corpo Nazionale Soccorso Alpino sezione di Valfurva con sede nella struttura La Fonte a S. Caterina, una delle 32 delegazioni alpine (capostazione Stefano Confortola, vice, Omar Cantoni) compie 70 anni e si fa conoscere in una serata voluta da Mirco Bertolina, soccorritore e vicepresidente Pro loco “per fare prevenzione e informare sul soccorso, sui professionisti volontari che prestano il loro aiuto, ed anche sui costi”. Comprende 20 operatori, 5 tecnici soccorso alpino, 2 tecnici ricerca, un coordinatore di ricerca, un cinofilo (valanga, superficie, macerie, cadaveri) e un tecnico elisoccorso. Nel tempo, i capistazione: Filippo Compagnoni, Dante Vitalini, Nadino Confortola, Silvio Andreola, Ruggero Dei Cas, Silvano Bedognè, Stefano Confortola.

Associazione

Sezione nazionale del Cai, Club Alpino Italiano, è un’associazione di volontariato, ispirata a principi di solidarietà e fiducia reciproca; si occupa si soccorso e recupero di infortunati, dispersi, persone in pericolo di vita in montagna, grotte e ambienti impervi, e di trasporto sanitario e non, insieme al Sistema di emergenza-urgenza sanitaria regionale (AREU), Protezione civile, anche in caso di calamità o emergenze e contribuendo alla tutela dei beni culturali. Tanti formazione, addestramento dei volontari, aggiornamento del personale sanitario, prevenzione e vigilanza sugli infortuni alpinistici, escursionistici, sci-alpinistici, speleologici; altrettanto sviluppo di tecniche e tecnologie per ottimizzare le operazioni. “All’origine di molte richieste di aiuto c’è una valutazione parziale dell’escursione; il CNAS non giudica mai, il suo compito è aiutare chi è in difficoltà. La montagna è un ambiente complesso: anche persone esperte possono sbagliare, essere sorprese dal meteo, avere un malore. Le spese vengono sostenute dal Servizio Sanitario Nazionale per interventi di soccorso ed elisoccorso di carattere sanitario montano, ipogeo ed impervio. Il CNSAS è finanziato da fondi pubblici, contributi regionali, convenzioni, donazioni e 5×1000. Soccorritrici e soccorritori sono volontari, non lavoratori retribuiti, le motivazioni che li muovono sono altre: passione, responsabilità, spirito di servizio e altruismo”.