Una festa di paese, ma anche un momento per riconoscere il valore di una comunità che da cinquant’anni sa mettersi in moto attorno alle proprie tradizioni. La Sagra della Mela e dell’Uva di Villa di Tirano ha vissuto quest’anno un’edizione speciale, legata al 50° anniversario della Pro loco, protagonista da mezzo secolo della promozione del territorio e dell’organizzazione di iniziative capaci di unire residenti, produttori e visitatori. A sottolinearlo è stato il sindaco Franco Marantelli Colombin, che nel suo intervento inaugurale di sabato sera ha ricordato come la Sagra rappresenti “un appuntamento ormai profondamente radicato nella vita della comunità” e come il traguardo della Pro loco assuma un significato particolare. “Cinquant’anni sono un traguardo importante – ha detto il sindaco -. Sono cinquant’anni di impegno, passione, collaborazione e amore per il nostro paese. La Pro loco ha saputo custodire e valorizzare le nostre tradizioni, promuovere il territorio e creare occasioni di incontro per generazioni di cittadini e visitatori”.
Agricoltura
La mela, cuore della manifestazione, è stata indicata dal primo cittadino non solo come prodotto simbolo del territorio, ma come espressione del lavoro paziente degli agricoltori, del rapporto con l’ambiente e della capacità di trasformare le risorse locali in qualità, identità e futuro. Un ringraziamento particolare è stato rivolto ai produttori agricoli, alle aziende e alle famiglie che ogni giorno contribuiscono a mantenere viva l’agricoltura locale. “Dietro ogni raccolto ci sono fatica, competenza e dedizione”, ha ricordato Marantelli Colombin, sottolineando il valore di chi continua a custodire la terra e il legame con le proprie radici. La manifestazione, promossa dalla Pro loco, ha registrato un’affluenza molto importante: almeno diecimila visitatori nel corso del fine settimana, tra appuntamenti gastronomici, momenti musicali, bancarelle, mostre, dimostrazioni, attività per bambini e iniziative dedicate ai sapori del territorio. Apprezzate anche le novità introdotte nell’edizione 2026, a partire dalla serata musicale della domenica e dalle attività pensate per i più piccoli, che hanno coinvolto numerosi bambini in un percorso multisport. Grande interesse anche per la mostra dedicata ai 50 anni della Pro loco, con fotografie, documenti e una parte interattiva legata alla memoria dell’associazione.
Programma
Il programma ha valorizzato la mela anche attraverso iniziative didattiche e divulgative, con la mostra pomologica della Fondazione Fojanini e la proposta “Fruttuoso”, dedicata alla qualità del frutto. Spazio anche ai prodotti del territorio, dall’angolo dei sapori con formaggi, bresaola, miele e pizzoccheri fino alle caldarroste. A completare il quadro, anche la presenza di realtà del territorio che hanno arricchito la proposta della Sagra, confermando la capacità della manifestazione di rinnovarsi senza perdere il legame con le proprie radici. Tra le novità è stata apprezzata anche l’attenzione ad altri frutti e prodotti della tradizione, in un percorso che punta ad allargare il racconto agricolo e gastronomico della festa. Nel suo intervento il sindaco ha voluto ricordare anche il ruolo dei volontari, delle associazioni, dei commercianti, degli artigiani, degli espositori, della Protezione civile, delle forze dell’ordine e dei dipendenti comunali, evidenziando come una manifestazione di queste dimensioni sia possibile solo grazie a un lavoro collettivo. La Sagra numero 36, ha concluso Marantelli Colombin, è anche uno sguardo al futuro. “Dobbiamo continuare a lavorare insieme per valorizzare Villa di Tirano, sostenere le attività locali, tutelare il paesaggio e rafforzare il senso di appartenenza alla nostra comunità”. Un messaggio rivolto in particolare ai giovani, chiamati a raccogliere la memoria delle tradizioni ma anche a rinnovarle. Per la Pro loco, guidata da Fabrizio Rossatti, il cinquantesimo anniversario diventa così non solo un punto d’arrivo, ma l’inizio di un nuovo cammino. Nel segno della mela, del volontariato e di una comunità che continua a riconoscersi nella propria festa.