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L'olio valtellinese in espansione

Marchesini: “Fino a pochi anni fa era una coltura sperimentale, oggi è ancora una nicchia in espansione. Sempre importante leggere attentamente l’etichetta, districandosi tra descrizioni pur legittime ma spesso oscure”

L'olio valtellinese in espansione
Attualità 23 Giugno 2021 ore 15:51

Con l’addio ad una bottiglia di olio extravergine Made in Italy su quattro per il crollo del 25% della produzione nazionale è necessario vigilare sugli acquisti per evitare che venga spacciato come nazionale il prodotto importato di minore qualità. E’ quanto afferma la Coldiretti in riferimento ai dati Ismea che stimano una produzione nazionale di 273 mila tonnellate per effetto soprattutto del calo nelle regioni del Sud dove si concentrano i maggiori raccolti con Puglia, Calabria e Sicilia che fanno registrare contrazioni nella produzione rispettivamente del 45%, 36% e 5%.

Valtellina in controtendenza

Il tutto, mentre la Valtellina va in controtendenza e, nell’ultimo anno, vede crescere quella che è ancora considerata una produzione di nicchia, ma comunque in espansione: in ogni caso è molto importante verificare attentamente l’etichetta anche se – denuncia la Coldiretti - sulle bottiglie di extravergine ottenute da olive straniere in vendita nei supermercati è quasi impossibile nella stragrande maggioranza dei casi, leggere le scritte “miscele di oli di oliva comunitari”, “miscele di oli di oliva non comunitari” o “miscele di oli di oliva comunitari e non comunitari” obbligatorie per legge nelle etichette dell’olio di oliva.

La scritta – precisa Coldiretti Sondrio - è riportata in caratteri molto piccoli, posti dietro la bottiglia e, in molti casi, in una posizione sull’etichetta che la rende difficilmente visibile tanto che i consumatori dovrebbero fare la spesa con la lente di ingrandimento per poter scegliere consapevolmente.

Raggiunti i 100 ettari

“La coltivazione dell’ulivo ha ormai raggiunto i 100 ettari di superficie in provincia di Sondrio. Un dato che nessuno avrebbe potuto prevedere” spiega il presidente di Coldiretti Sondrio Silvia Marchesini. “E in più il nostro olio – già in commercio con le prime etichette made in Valtellina - è buonissimo, specchio di un territorio vocato. Una realtà vincente e concreta, nata da ciò che fino a pochi anni fa era pura sperimentazione. Ciò ha permesso anche di recuperare aree agricole inutilizzate nonché i terrazzamenti che, in origine, ospitavano vigneti già conquistati dal bosco e riportati a nuova vita dagli olivicoltori. Sempre più imprese agricole decidono di affiancare questa coltura alle loro produzioni più tradizionali. E la coltura è tuttora in espansione”.

 

La Valtellina è tra le zone più a nord per la coltura dell’olivo - la sua combinazione con le altezze, dato che gli alberi, coi loro frutti, si coltivano fino ai 6-700 metri di quota. L’olio 2020 sarà di qualità, grazie alla buona fioritura e a un’estate dal clima generoso: nemmeno le piogge autunnali e le basse temperature delle ultime settimane non sono riuscite a compromettere lo scenario, se non sotto il profilo delle rese al frantoio che per la stagione 2020 si attesteranno sul 10%/11% contro una media del 12%/13% e punte del 14%-15% nelle annate migliori.

Non fidarsi

Il consiglio della Coldiretti è quello di diffidare dei prezzi troppo bassi, acquistare extravergini a denominazione di origine Dop e Igp, quelli in cui è esplicitamente indicato che sono stati ottenuti al 100 per 100 da olive italiane o di comperare direttamente dai produttori olivicoli, nei frantoi o nei mercati di Campagna Amica dove è possibile assaggiare l’olio EVO prima di comprarlo e riconoscerne le caratteristiche positive.

Made in Italy

Scegliere Made in Italy – sostiene Coldiretti Sondrio - è importante per garantirsi maggiore qualità e sicurezza ma anche per sostenere dal punto economico ed occupazionale una filiera che conta oltre 400 mila aziende agricole specializzate in Italia ma anche il maggior numero di oli extravergine a denominazione in Europa (43 Dop e 4 Igp), con un patrimonio di 250 milioni di piante e 533 varietà di olive, il più vasto tesoro di biodiversità del mondo.

 

Qualità

In Italia 9 famiglie su 10 consumano olio extravergine d’oliva tutti i giorni – sottolinea Coldiretti Sondrio – con una crescente attenzione verso il prodotto di qualità che ha favorito la nascita di corsi e iniziative. L’Italia è il primo consumatore mondiale di olio di oliva con una media negli ultimi 5 anni di 504 milioni di chili, seguita dalla Spagna con 483 milioni di chili e dagli Stati Uniti con ben 320 milioni di chili. A sostenere la domanda mondiale – conclude la Coldiretti - sono certamente gli effetti positivi sulla salute associati al consumo di olio di oliva provati da numerosi studi scientifici che hanno fatto impennare le richieste di quel segmento di popolazione che nel mondo è attento alla qualità della propria alimentazione, soprattutto in tempi di pandemia Covid.

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