L'omaggio

Luigi Gandola, una via e la presentazione di un libro

Sabato 3 ottobre sarà una giornata speciale per il paese all’insegna del patriota, studioso e storico

Luigi Gandola, una via e la presentazione di un libro

Sabato 3 ottobre 2026 il paese vivrà un pomeriggio dedicato alla riscoperta della figura di Luigi Gandola, patriota, studioso e storico valtellinese vissuto nella seconda metà dell’Ottocento. Alle 16 avrà luogo l’inaugurazione di una via del centro del paese a lui dedicata, con la successiva presentazione, alle 17, del volume «Luigi Gandola e il carpino bianco – Memorie di uno storico valtellinese», che nel titolo fa riferimento ad un maestoso carpino bianco inserito nell’elenco degli alberi monumentali della Valle, protetto dalle mura della residenza nobiliare storica della famiglia Trillo-Gandola-Quadrio di via Borgo Francone.

Luigi Gandola, una via e la presentazione di un libro

L’opera, che verrà presentata con gli interventi – tra gli altri – dell’autrice e della curatrice, ripercorrendo l’esistenza di Luigi Gandola si propone di indagare, approfondire ed attualizzare aspetti della memoria e dell’identità civile della Valtellina, ricollegandosi direttamente alla tradizione storiografica locale. Esplorare la vita del Gandola attraverso il suo vissuto, i suoi scritti e i suoi ricordi, permette di rivivere sia la storia risorgimentale della nostra provincia sia gli avvenimenti dei periodi postunitari e prebellici, dando forma ad un lavoro che trascende il carattere puramente biografico, delinea figure e vicende che hanno caratterizzato e valorizzato il territorio della Valle, ed assume un significativo valore culturale anche alla luce della interessante documentazione emersa dagli archivi privati della residenza Trillo Gandola Quadrio.

Nato a Morbegno nel 1845, sposato con Luigia Quadrio, chiurese, fu funzionario pubblico (segretario comunale a Ponte, Chiuro, Teglio, Castello dell’Acqua dal 1864 al 1872 e Cancelliere di giustizia a Milano e Monza dal 1873 al 1890). Fervente patriota (partecipò, in qualità di ufficiale, alla Terza guerra d’indipendenza) e cristiano esemplare, dopo una lunga carriera lavorativa nelle amministrazioni, venne nominato Cancelliere emerito di Corte d’Appello.

Si ritirò a riposo a Chiuro, dove morì nel 1915.
Inoltre, si distinse nel panorama culturale e giornalistico della Valtellina soprattutto come storico stimato. Ricercatore attento e appassionato di arte e di storia, fu tra i fondatori della Società Storica di Como e collaborò attivamente con diversi sodalizi culturali in Valtellina. Negli ultimi anni dedicò il proprio impegno alla ricostruzione della storia locale, raccogliendo ed ordinando documenti e testimonianze di uomini e vicende che ne avevano segnato il passato, contribuendo così a catalogarli e preservarli.

La sua opera più rilevante, «L’ Albo Storico-Biografico degli Uomini Illustri Valtellinesi» (1879), è un’opera storiografica di grande valore documentario e ancor oggi di rilevante interesse per ricostruire gli alberi genealogici delle famiglie nobili locali ed esplorare le biografie degli amministratori storici della provincia. Fu redatta anche con il confronto e la collaborazione dell’arciprete Emerito di Sondrio, don Antonio Maffei, uno dei massimi intellettuali e studiosi della Valtellina dell’epoca, che intratteneva un rapporto di amicizia con il Gandola.