Senza compenso da più di un anno

Maestri di Sci lombardi. Pedrazzi (Lega): “Destagionalizzare l'attività di questi professionisti della montagna”

Il consigliere regionale ha spiegato: "Necessario destagionalizzare questa attività lavorativa e renderla operativa tutto l’anno, consentendo loro di integrare, con i corsi aggiuntivi, la formazione per diventare professionista di media montagna, andando quindi anche a colmare uno spazio, quello appunto degli accompagnatori turistici di gite, escursioni in mountain bike o guide per gli eco musei"

Maestri di Sci lombardi. Pedrazzi (Lega): “Destagionalizzare l'attività di questi professionisti della montagna”
Attualità 30 Aprile 2021 ore 15:43

 

Si è svolta in Commissione Attività Produttive e Turismo al Pirellone l’audizione richiesta dal consigliere regionale Simona Pedrazzi ai rappresentanti della categoria del maestri di sci. In particolare sono stati auditi i presidenti di AMSI di Regione Lombardia e Nazionale, Luciano Stampa e Maurizio Bonelli e il presidente Collegio maestri di sci di Regione Lombardia Cristian Pedretti.

Senza compenso da più di un anno

“Dall’audizione - spiega Pedrazzi- sono emerse chiaramente tutte le difficoltà che questa categoria sta affrontando. In Lombardia sono circa 2500 i maestri di sci e più di 60 le scuole di sci che purtroppo hanno dovuto interrompere la propria attività nel marzo dell’anno scorso.

Come è stato bene sottolineato dagli auditi, i maestri di sci, oltre ad essere degli operatori sportivi sono anche operatori turistici, in grado di favorire e promuovere lo sviluppo delle località montane. Sono professionisti preparati che oltre a vantare competenze tecnico - sportive e a poter operare in azioni di primo soccorso, sono profondi conoscitori dell’ambiente e della montagna.

Ma non percepiscono un compenso da più di un anno, non avendo mai potuto operare, nonostante fossero state prese tutte le precauzioni e seguiti i protocolli di sicurezza nei vari comprensori sciistici lombardi.

Diventa quindi quanto mai necessario destagionalizzare questa attività lavorativa e renderla operativa tutto l’anno, consentendo loro di integrare, con i corsi aggiuntivi, la formazione per diventare professionista di media montagna, andando quindi anche a colmare uno spazio, quello appunto degli accompagnatori turistici di gite, escursioni in mountain bike o guide per gli eco musei. Fattore questo, che inciderebbe anche positivamente nel contrasto allo spopolamento delle montagne da parte dei giovani.

Altra questione importante è quella di poter accedere agli impianti di risalita nella stagione estiva, come ad esempio allo Stelvio ed al Tonale, con i propri allievi, questo sia per poter aumentare il periodo lavorativo, sia per ampliare la platea di amanti della montagna.

Va segnalato che Regione Lombardia è l'unica Regione italiana ad avere un sistema Ski pass comune, valido in tutte le località con impianti di risalita, un'iniziativa molto importante e lungimirante".

 

Richieste

Il consigliere regionale poi aggiunge:

“Le scuole di sci, inoltre, non possono essere iscritte alla Camera di Commercio, e di conseguenza non possono nemmeno accede ai bandi regionali per otterrete fondi che potrebbero servire, ad esempio, anche per pagare le spese di segreteria o gli affitti delle sedi. A ciò si aggiunge il fatto di essere stati esclusi fino ad ora da tutti i ristori statali, e di poter probabilmente contare solo sul Dl Sostegni, che prevedendo 40 milioni di euro come fondi per la montagna, si tradurrebbero in circa 2600 euro per ogni maestro.

Una cifra che non è sufficiente per poter vivere com dignità e discriminatoria rispetto ad altre categorie di lavoratori stagionali che hanno già percepito aiuti.

Tra le richieste emerse quindi, c'è anche quella di chiedere a Regione Lombardia di seguire la strada già intrapresa da molte altre Regioni come Piemonte, Toscana, Emilia Romagna, Abruzzo di integrare il fondo nazionale per permettere almeno ai maestri e alle loro famiglie di superare questo difficile momento.

Tutte proposte legittime e di assoluto buon senso, - conclude Pedrazzi-che verranno ora sottoposte all'attenzione della Giunta regionale”.

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