Quale bilancio? Quale legacy per il territorio? Quali i problemi del dopo? Incontro con Duccio Facchini, direttore di Altreconomia e coautore del libro Oro colato, L’eredità per pochi delle Olimpiadi Milano Cortina 2026 martedì 3 marzo ore 20.45 Local Hub piazzetta Trombini a Tirano. Promuovono il Comitato per la tutela e la valorizzazione della piana del Ranèe-Bianzone, il Comitato per la tutela dell’Alute-Bormio e il Comitato NO alla tangenziale Sud di Sondrio. “Dopo i giorni dei Giochi, durante i quali l’attenzione dell’opinione pubblica provinciale è stata concentrata sull’evento e sulle gare, con l’incontro di martedì 3 marzo si intende offrire un momento di riflessione che vada oltre la retorica del grande appuntamento sportivo per avvicinare le Olimpiadi con un punto di vista critico. Per uno sguardo d’insieme sui Giochi nella loro dimensione nazionale sarà di grande utilità la relazione introduttiva affidata al giornalista Duccio Facchini, che dalle pagine della rivista Altreconomia ha condotto una battaglia puntuale sugli aspetti più controversi della macchina olimpica, condensando i risultati di anni di inchieste nel libro Oro colato. L’eredità per pochi delle Olimpiadi Milano Cortina 2026. Una parte della relazione sarà dedicata al dopo-Olimpiadi, fase che è destinata a prolungarsi per anni sia per la realizzazione delle opere incompiute o neanche avviate sia per la rendicontazione dei costi sia per quel bilancio dell’impatto economico dell’evento che richiede tempi più lunghi. Quella che si apre è una fase estremamente delicata per la quale occorrerà che ci sia un controllo dal basso di tutti i vari aspetti per evitare le operazioni poco trasparenti che sempre accadono quanto cade l’attenzione sull’operato del potere”.
Confronto
L’incontro è promosso dai tre Comitati che sono nati in provincia per contrastare l’attuazione di alcune opere legate allo svolgimento dei Giochi, opere che sono state calate dall’alto sul territorio senza tenere in alcun conto il parere dei cittadini e la loro opposizione, che si è espressa in una pluralità di forme in questi anni attorno ad alcuni punti unificanti: la denuncia del consumo di suolo e della cementificazione, la difesa del paesaggio e dell’ambiente, la segnalazione dello spreco di denaro pubblico, che già si è prodotto e che si determinerà ove il programma delle opere dovesse andare avanti così come definito. L’incontro sarà quindi l’occasione per fare il punto della situazione alla luce del fatto che opere programmate per le Olimpiadi non sono state realizzate in tempo. “Ci sarebbe, quindi, tutto il tempo per riconsiderarle e renderle maggiormente compatibili con le esigenze delle popolazioni e del territorio”.