A Tirano, come in ogni piccola città di provincia, le scelte personali diventano spesso immediatamente pubbliche. E quando una scelta riguarda il corpo, il lavoro e l’indipendenza, lo sguardo degli altri si fa ancora più pesante. Sofia Fomiatti, classe 2004, nata a Sondalo e originaria di Tirano, dopo un percorso da parrucchiera ha deciso di intraprendere una strada diversa: OnlyFans. Lo ha fatto senza anonimato, senza maschere, mettendoci nome e volto. Non per provocazione, ma per coerenza e trasparenza. Ne è nata una conversazione sorprendentemente lucida, lontana dagli stereotipi e utile anche per capire meglio un fenomeno che esiste, piaccia o no, anche nelle nostre valli.
Come ti presenteresti a chi non ti conosce, al di là dell’etichetta OnlyFans?
“Mi chiamo Sofia, sono nata nel 2004 a Sondalo e vivo a Tirano con i miei genitori, sono figlia unica. Ho frequentato l’istituto Pfp Valtellina, l’indirizzo parrucchiera, a Sondrio, diplomandomi nel 2021; dopodiché ho lavorato sempre come parrucchiera per un anno e qualche mese, fino all’apertura del mio attuale lavoro cioè OnlyFans”.
Quando e perché hai deciso di aprire un profilo su OnlyFans? È stata una scelta improvvisa o maturata nel tempo?
“Ho aperto OnlyFans appena compiuti i 18 anni, per una questione legale. Ho scoperto questo mondo circa quando è spopolato nel periodo covid, però ero troppo piccola per farlo e mi ha sempre incuriosito, sapevo poteva fare per me”.
Per te è più un lavoro, un progetto personale o una provocazione?
“Principalmente per me è un lavoro a tutti gli effetti, da tre anni faccio solo questo nella vita, porto un servizio, ho partita Iva e pago le tasse; quindi sì lo è! E’ anche un progetto personale, perché fin dall’inizio ho creduto in quello che stavo creando e mi sono posta degli obiettivi che man mano ho raggiunto e sto raggiungendo”.
Quanto pesa, in una realtà piccola come la nostra, il giudizio degli altri?
“Personalmente non mi è pesato… Forse per il mio carattere, fin da piccola sono sempre stata una bambina un po’ ribelle, fuori dagli schemi, ho sempre fatto quello che mi piaceva fare senza guardare in faccia nessuno. Prima ancora di aprirlo, sapevo a cosa sarei andata incontro: vivere in una realtà così piccola significa inevitabilmente essere più esposti allo sguardo degli altri, ma sinceramente non mi interessava, mi è sempre importato poco del parere delle persone… Chi mi conosce sa che persona sono e non si ferma all’apparenza di ciò che faccio per lavoro”.
Hai avuto paura di esporti pubblicamente con nome e volto?
“No assolutamente, anzi per me era importante che il mio nome e il mio volto fossero chiaramente associati. E’ stata una scelta di trasparenza e coerenza: volevo metterci la faccia, senza nascondermi”.
Che tipo di contenuti proponi e quali limiti non vuoi superare?
“Propongo contenuti diversi, sia da sola che in coppia. Alcuni sono realizzati con il mio ragazzo, altri con donne, sempre all’interno di collaborazioni concordate. Per me è fondamentale mantenere dei limiti chiari: non realizzo contenuti con altri uomini o con più uomini, e ogni scelta rispecchia ciò che mi fa sentire a mio agio. Credo sia importante sottolineare che anche in questo lavoro il consenso e i confini personali vengono prima di tutto. Tante mie colleghe lo fanno o magari fanno incontri dal vivo, mentre io quello che faccio è esclusivamente online”.
Secondo te la gente capisce davvero questa scelta o la giudica senza sapere?
“Penso che ci sia di tutto: tanti la capiscono ma comunque non lo accettano e tanti sicuramente non la capiranno e mi giudicano, ma è giusto così, è umano. Io non pretendo di essere capita né sento il bisogno di convincere tutti, quello che fa la differenza è la disponibilità ad ascoltare, più che l’opinione in sé, ognuno ha le proprie idee e il proprio modo di vivere la vita… Sicuramente giudicarmi non gli renderà una vita migliore ma se ci trovano gusto a farlo sono liberi, a me non interessa, davvero! Poi ci sono persone che la capiscono e la accettano, ad esempio io ho tante persone che mi supportano e anche se non condividono magari a pieno ciò che faccio, non mi hanno mai abbandonata o girato le spalle, sono molto grata di questo, mi fa capire che ci sono persone che davvero vanno oltre e credono nella persona che sono io veramente, tolto ciò che faccio”.
OnlyFans è davvero un’opportunità di indipendenza economica o è più complicato di quanto sembri?
“OnlyFans può essere assolutamente un’opportunità di indipendenza economica; per me lo è stato e lo è tutt’oggi. Che sia facile è il pensiero di tutti e sicuramente a livello fisico non è come alzarsi alle 7 di mattina e andare in miniera, però posso assicurare che a livello mentale a lungo andare può essere pesante. Richiede costanza, organizzazione, tempo, cura dell’immagine, comunicazione, gestione dei contenuti, dei social e anche tanta responsabilità. Non è un guadagno automatico, come ogni attività autonoma, i risultati arrivano solo se c’è continuità”.
Se potessi dire una cosa a chi ti critica o ti etichetta subito, cosa diresti?
“Alle persone che mi giudicano direi che conoscermi e sapere di me, sono due cose differenti; direi in generale di non fermarsi all’apparenza delle cose, il mio lavoro non definisce il mio valore come persona. A prescindere dal fatto che parlino bene o male, a me porta solo pubblicità, quindi va bene tutto”.
Come immagini il tuo futuro: continuerai su questa strada o è solo una fase?
“Lo affiancherò sicuramente ad altri progetti. È una parte del mio percorso in questo momento, ma non è qualcosa che immagino di portare avanti per tutta la vita”.
Bocca di rosa non era una canzone: era un monito. In fondo, più che scandalizzarci di ciò che mostra, dovremmo interrogarci su ciò che noi nascondiamo.